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Il postmodernismo e i suoi rappresentanti

Il postmodernismo, sviluppatosi nel secondo '900, estremizza la disgregazione culturale e letteraria del modernismo. I suoi maggiori rappresentanti sono statunitensi, ma è una condizione di tutta la cultura post-bellica. Postmoderni in Italia sono autori come Pasolini, Zanzotto, Calvino ed Eco.

Per l'americano Jameson, teorizzatore del postmodernismo, esso è una vera e propria epoca: il mcluhanesimo, le dottrine del canadese McLuhan sulla globalizzazione dei saperi e dei mass media, la teorie della societè de consommation, l'influsso del computer, la fine della guerra fredda.

Il postmodernismo è l'epoca di una disperata e autocompiaciuta resa al materialismo della tecnologia, del mercato e dei mass media. La creazione artistica deve ormai competere con il prodotto industriale, realizzato meccanicamente. Due dogmi del romanticismo e del modernismo sono contraddetti: l'individuo creatore e l'originalità. Inattuale anche la distinzione tra arte alta e popolare.

Tipica del post-modernismo è la rinuncia ai programmi e alle poetiche. Lo scrittore post-moderno non progetta, non teorizza, non critica. Se lo scrittore modernista non ha più un centro mentale, quello postmoderno ne ha infiniti. Disordine e confusione regnano.

Tratto da LETTERATURA COMPARATA di Domenico Valenza
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