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Publio Virgilio Marone e l'Appendix Vergiliana


PUBLIO VIRGILIO MARONE → 70 a.C. Mantova – 19 a.C. Brindisi

La biografia virgiliana, compresa la forma trasmessaci da Elio Donato (IV sec.) su modello di una vita svetoniana ormai perduta, mescola dati attendibili ed elementi fantastici, desunti un po' dalle stesse opere virgiliane, il che la dice lunga sulla precoce aura leggendaria che circolava da subito sul poeta, come quella del sogno della madre di partorire un ramo di alloro, o quella del pioppo piantato nel luogo del parto. Virgilio nacque invece dal vasaio Figulo e da Magia Polla. Acquisì la toga virile lo stesso anno della morte di Lucrezio (50 a.C.) e proseguì i propri studi a Milano, Roma e Napoli dove forse seguì le lezioni dell'epicureo Sirone.


L'Appendix Vergiliana.

 Ricordiamo anzitutto la cosiddetta Appendix Vergiliana, un insieme di scritti che nel proprio organico rappresenta una delle opere cruces dell'antichità, per le spinose difficoltà di attribuzione e datazione. I carmi sono trentatré, di varia lunghezza e valore, costituiscono più un prodotto di gusto intellettuale che non di grandezza poetica.
   

Tratto da LINGUA E LETTERATURA LATINA di Gherardo Fabretti
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