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I saggi di Warburg



Il saggio sul Botticelli

Analizza i due celebri dipinti in tre momenti diversi:

- Momento della individuazione delle fonti letterarie ispiratrici dell'iconografia delle immagini. Warburg le ritrova in Ovidio (Fasti e Metamorfosi), Claudiano (Il ratto di Proserpina), Poliziano (La Giostra) per la Nascita di Venere; in Boccaccio (Ninfale fiesolano), Poliziano (Orfeo), Lorenzo de Medici (Ambra e Sonetti), e in Ovidio, Lucrezio, Virgilio e Orazio.

- Momento della ricerca dei modelli figurativi delle due opere e modo di trasmissione di essi all'ambiente culturale fiorentino. Per la Nascita di Venere le trova nei bassorilievi riminesi di Agostino di Duccio e negli studi di Alberti sul De Pictura; per la Primavera nelle medaglie di Niccolò Fiorentino, nelle stature classiche e in alcuni cassoni nuziali fiorentini.

- Momento dello studio della committenza e della funzione dell'immagine nella produzione di Botticelli. Committente era Giuliano de Medici; i dipinti farebbero allusione a Simonetta Vespucci, amata da Giuliano e morta in giovane età.

Il saggio su Buontalenti.

Illustra criticamente gli apparati scenografici che egli preparò nel 1589 alla corte dei Medici in occasione del matrimonio del granduca Ferdinando I con la moglie Caterina di Lorena. Warburg studia i significati simbolici delle rappresentazioni teatrali e musicali studiandone i testi letterari e poetici dell'epoca, oltre ai costumi e i generi drammatici. Passa poi ad analizzare i disegni del Buontalenti, le relativie descrizioni e la ricostruzione dell'attività di Giovanni de Bardi, Emilio de Cavalieri e Bastiano de Rossi, che erano gli organizzatori delle feste.

Tratto da STORIA E CRITICA D'ARTE di Gherardo Fabretti
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