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Il Metodo C.A.MO. per la salute della colonna vertebrale per una postura corretta e per la prevenzione primaria e secondaria del mal di schiena


Il metodo C.A.MO. si pone come obiettivo principale quello di curare gli aspetti settoriali e globali del proprio corpo, in modo tale da prevenire l’insorgenza delle più svariate patologie alle quali ogni soggetto può andare incontro. Il metodo in questione prevede una educazione alla presa di coscienza del proprio corpo e degli atteggiamenti scorretti in modo tale che il soggetto rendendosi conto di ciò attui quelle che sono le metodiche che gli sono state insegnate per il riequilibrio posturale e quindi l’assunzione di posture corrette.

Il metodo C.A.MO. per il back pain è il PBS (igiene comportamentale) e prevede protocolli di educazione comportamentale e l’apprendimento di strategie da porre in atto durante lo svolgimento delle varie attività quotidiane.

Il punto di partenza del metodo C.A.MO. preve la somministrazioni di test morfofunzionali sulla base dei quali verranno scelte le posizioni di partenza e di relax da dover inserire nei singoli esercizi, e successivamente, attraverso protocolli di esercizi, il soggetto giovane, adulto o anziano, verrà accompagnato nel suo percorso di autocontrollo e presa di coscienza del proprio corpo in modo tale da apprendere gli esercizi di riequilibrio posturale, antalgici che saranno poi adattati e modulati durante le varie sedute. Il metodo può essere somministrato anche nelle fasi successiva ad una riabilitazione o ad un intervento chirurgico.

Il protocollo iniziale di POSTURAL BACK PAIN metodo C.A.MO. ha la durata di un mese, e prevede:
• Esame morfofunzionale e test iniziali con rilevazione fotografica delle varie posture;
• 10 sedute dalla durata di 1 ora di riequilibrio posturale con esercizi respiratori, posizioni antalgiche e personalizzate ed esercizi a prevalente azione di mobilizzazione e irrobustimento;
• Esame morfofunzionale finale, test e foto, per valutarne i risultati ottenuti.

Il soggetto una volta acquisiti gli esercizi al termine del mese, potrà eseguirli in modo autonomo all’interno della propria abitazione, mentre se ritiene opportuno la frequenza in palestra allora verranno modulate nel modo più appropriato le esercitazioni con la suddetta frequenza.

Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ATTIVITÀ MOTORIA di Vincenzo Sorgente
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