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Caratteri e forme del grottesco


Il grottesco non è un genere o uno stile, è una visione del mondo, un modo complesso ed articolato di sentire la vita. L’origine del grottesco è una pratica di vita rituale, la festa intesa come categoria principale ed indistruttibile della cultura umana. Solo in seguito si è istituzionalizzato in forme testuali definendosi in quella che Bachtin ha definito l’imagérie grottesca, cioè la modalità tipica del grottesco di costruire immagini e figure ed esprimersi attraverso queste. Il grottesco si caratterizza per la sua oscillazione fra la sfera comica e quella tragica, la caricatura e il mostruoso, il riso e l’orrido, l’affermazione e la negazione. Unifica il comico e il patetico sia formalmente visualizzato l’aspetto di uno insito nell’altro e viceversa; sia l’analisi del riversamento l’uno nell’altro dopo un certo punto di rottura, lasciando trasparire un aspetto fondamentale del grottesco: il raccapriccio.
L’essenza del grottesco risiede nella sua radicale ambiguità, la spinta contemporanea di due forze contrapposte: una di negazione ed abbassamento e l’altra di rinascita e creazione.
La visione del grottesco si fonda sul ribaltamento della cultura istituzionale e della serietà che la definisce con la conversione delle forme alte in quelle basse. I primo luogo il grottesco è affermazione della forza della vita contro le forme cristallizzate del mondo, attraverso l’abbassamento e la messa in questione dell’identità e delle gerarchie dei valori costituiti.

La tradizione affonda le radici nelle feste popolari, che hanno costruito un’immagine comica, una parodia della cultura ufficiale affermando il rinnovamento, il riso, la vita. Da sottolineare l’ambivalenza del riso che può essere contemporaneamente ghigno, aggressione, derisione ma anche affermazione, vitalità, creazione; Il riso è caratterizzato da una carica eversiva che afferma un divenire costante contro al senso stabilito che sottrae la morte alla sua dimensione simbolica determinandola come perenne conversione in vita (Immagine grottesca della vecchia gravida).
Mentre il riso si sottrae ad una codificazione simbolica, il pianto è codificabile come risposta a situazioni di forte intensità emotiva. Si piange sempre per qualche ragione o per la mancanza di ragioni a vivere; il riso non è controllabile, è aggressivo nei confronti dell’oggetto deriso e non può essere spiegato e compreso, è gioioso ma può trasformarsi in un ghigno.

Tratto da IL GROTTESCO NEL CINEMA ITALIANO di Asia Marta Muci
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