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Il tasso di analfabetismo in Italia - 1900 -


Al momento dell’unità il tasso medio di analfabetismo in Italia erta del 78% con punte del 90% nel Mezzogiorno, la grande maggioranza degli italiani viveva nelle campagne e nei piccoli centri rurali e viveva d’agricoltura. Solo al nord si erano sviluppate numerose aziende agricole moderne che univano l’agricoltura all’allevamento dei bovini. In tutta l’Italia centrale dominava la Mezzadria: la terra era divisa in poderi dove le colture cerealicole si mescolavano a quelle arboree, ciascun podere produceva quanto era necessario per il mantenimento della famiglia che viveva e lavorava sul fondo e per il pagamento del canone in natura dovuto al padrone. Il contratto mezzadrie era basato sulla ripartizione degli oneri e ricavi fra il proprietario e il coltivatore. In queste condizioni il regime di mezzadria finiva col costituire un ostacolo all’innovazione tecnica, in compenso consentiva una relativa pace sociale. Quella del sud era senza dubbio una situazione “limite”: il livello di vita della popolazione rurale era bassissimo, vivevano ammucchiati in abitazioni piccole e malsane, in capanne, o in caverne che spesso erano dimora anche di animali. Fra gli uomini politici settentrionali ben pochi avevano conoscenza diretta del mezzogiorno. Gli uomini cui toccò realizzare la vera unificazione del paese si trovarono quindi di fronte ad una realtà mal conosciuta e mal compresa.

Tratto da PICCOLO BIGNAMI DI STORIA CONTEMPORANEA di Marco Cappuccini
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