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L'inizio della Seconda Guerra Mondiale

A provocare il conflitto fu la politica di conquista della Germania nazista, nel marzo ’29 Hitler attuò i piani per l’occupazione della Boemia e della Moravia. Mentre la Slovacchia si proclamava indipendente con l’appoggio dei tedeschi, Hitler dava vita al protettorato di Boemia e Moravia. 
La distruzione dello stato Cecoslovacco fece cambiare atteggiamento alle potenze occidentali. 
Nel ’39 patti di assistenza furono stipulati da Gran Bretagna e Francia con Belgio, Olanda, Grecia, Romania e Turchia; ma più importante di tutti fu quello con la Polonia che costituiva il primo obiettivo dei tedeschi. 
Questo patto significava che le potenze occidentali erano disposte ad affrontare la guerra pur di impedire che la Polonia subisse la sorte della Cecoslovacchia, Mussolini dal canto suo occupò nell’aprile del ’39 il regno d’Albania accrescendo la tensione fra l’Italia e le democrazie occidentali; un mese dopo l’asse Roma-Berlino divenne una vera e propria alleanza nazionale chiamata “Patto d’Acciaio”. 
La principale incognita era costituita dall’atteggiamento dell’URSS. Un'adesione sovietica alla coalizione anti tedesca avrebbe probabilmente bloccato i piani di Hitler, ma le trattative tra URSS e le democrazie furono compromesse da reciproche diffidenze: i sovietici sospettavano che gli occidentali mirassero a scaricare su di loro l’aggressività della Germania; gli occidentali attribuivano ai sovietici ambizioni egemoniche sull’Europa dell’est, inoltre i polacchi non volevano concedere alle truppe dell’URSS il permesso di passaggio. 
Così i sovietici cominciarono a prestare maggiore attenzione alle offerte di Hitler. Il 23 agosto ’39 si firmò a mosca un patto di non aggressione tra i due paesi, si trattava di un gesti di spregiudicato realismo che assicurava ad ambo le parti considerevoli vantaggi. Il 1° settembre ’39 le truppe tedesche attaccavano la Polonia. Il 3 settembre Gran Bretagna e Francia dichiaravano guerra alla Germania, mentre l’Italia si era affrettata a proclamare la sua non belligeranza.

Le prime settimane di guerra furono sufficienti alla Germania per sbarazzarsi della Polonia, fu questa la prima applicazione della guerra lampo: un nuovo metodo di guerra che si basava sull’uso congiunto dell’aviazione e delle forze corazzate. 
A metà settembre l’armata del Reich assediava Varsavia e i russi, in base a clausole segrete dell’accordo con i tedeschi, si impadronivano delle regioni orientali del paese. Tedeschi e sovietici imponevano nei territori sotto il loro controllo uno spietato regime di occupazione. 
Per i successivi 7 mesi la guerra ad occidente restò come congelata, l’URSS intanto attaccava la Finlandia ma la campagna si rivelò più difficile del previsto. Il 9 aprile ’40 la Germania attaccò improvvisamente la Danimarca e la Norvegia. La Danimarca si arrese senza combattere, la Norvegia oppose una certa resistenza. Nella primavera del ’40 Hitler controllava buona parte dell’Europa centro-settentrionale. I tempi erano maturi per l’attacco ad occidente

Tratto da PICCOLO BIGNAMI DI STORIA CONTEMPORANEA di Marco Cappuccini
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