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Crisi e novità per la persona in analisi


Allora, i momenti di crisi sono i momenti in cui il soggetto incontra del nuovo, cioè incontra
nuove figure dell’altro sulle quali deve ricalibrare la sua posizione; stiamo parlando in termini inconsci.
E dunque, in quei momenti in cui l’altro non è più dominante perché si è moltiplicato che  il soggetto è chiamato ad esercitare del giudizio su “chi sono io per questo nuovo altro?”.
Lì si mette in valore che l’altro precedente, quello materno e onnipotente, non era così totalizzante;
Nel momento in cui c’è del nuovo, qualche cosa che sente come eccedente rispetto a quelle regole e a quelle identificazioni, ecco che viene in valore di questo schema l’aspetto separativo e non l’aspetto unitivo, ed è questo che fa sintomo: il sintomo è un modo di rappresentarsi questa separazione.
Ecco perché per noi, possiamo dire, è la cosa più preziosa del mondo, perché è dal sintomo che si produce la domanda.
Cercando di dire qual è lo specifico della differenza tra il nostro lavoro e un lavoro di ascolto, anche illuminato di un amico , è l’articolazione di domanda e transfert;  è l’unione di queste due cose, in quanto si sospendono al valore che in qualche modo il soggetto può attribuire al sintomo: il sintomo è la sua creazione, è la sua invenzione per potersi separare dall’altro, e noi siamo chiamati ad aiutarlo a trattarlo bene il suo sintomo, cocì che arriverà sotto transfert a costruire la sua domanda.

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