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Il discorso del paziente come sintomo psicologico


Freud si muove dalla clinica e privilegia  il recupero della preoccupazione psicologica della conoscenza, ma mettendo in valore non l’osservazione,  che lo contraddistingue nel suo essere medico, ma  l’ascolto dell’altro che parla.
E in qualche modo la malattia è costituita dal e nel discorso del paziente, quindi non dall’ammalarsi di qualche suo organo, non dagli eventi che contraddistinguono e hanno contraddistinto la sua vita ma dal suo discorso, dal modo con cui formula quello che ci sta dicendo.
Perché noi quando facciamo una consultazione ascoltiamo quello che ci viene detto ed è così scandaloso che noi tutti qua presenti, sono certa, vi precipitate subito su il non verbale. Tutti siete affascinati da quello che un pochino ci può dare l’idea di’osservazione di certi comportamenti, i quali comportamenti sono in realtà perfettamente iscritti nel discorso del paziente
In altri termini ascoltare non vuol dire ascoltare ciò che il paziente ci dice, ma ascoltare i modi con i quali ci sta dicendo quello che ci sta dicendo e dunque è una funzione che istituisce il discorso del paziente in rapporto a noi.

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