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Il modello biopsicosociale della salute


Si passa dal modello biomedico, secondo cui la malattia può essere spiegata come deviazione dalla norma di variabili biologiche misurabili, in cui la malattia viene trattata come una entità indipendente dal comportamento sociale, al modello biopsicosociale, che tiene conto dei fattori psicosociali e che ritiene che la diagnosi medica debba considerare l’interazione degli aspetti biologici, psicologici e sociali nel valutare lo stato di salute dell’individuo e nel prescrivere un trattamento adeguato.
Si tratta di un modello basato sulla teoria dei sistemi che mira al superamento del dualismo tra soma e psiche, nonché della concezione semplicistica di cause singole e unilineari nell’insorgenza di una malattia.
L’adozione del nuovo approccio presenta però delle problematiche:
• carenza di metodologie adeguate
• scarsa chiarezza concettuale nell’articolazione tra i diversi livelli.
Secondo Romano, il modello tende a scadere nel generico poiché non vengono chiarite le relazioni tra i livelli.
Nel modello di Engel gli aspetti sociali sono intesi come norme sociali di comportamento, di pressioni a cambiare il proprio comportamento, di classe sociale; si parla di sociale più come contesto esterno rispetto al soggetto, senza riconoscere al sociale alcun ruolo di partecipazione ai processi di costruzione della conoscenza (Social Cognition).
Nella costituzione di nuovi modelli, il ruolo del sociale deve essere considerato sia per l’importanza che assume nel determinare le possibilità e le modalità con cui il soggetto cerca di far fronte alla malattia, alla sofferenza, sia sul piano eziologico, sia come luogo di risorse terapeutiche e preventive.

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