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Stadio sensomotorio - dalla nascita ai 2 anni


Il primo stadio, quello dell’intelligenza sensomotoria, va dalla nascita ai 18 mesi.
Il bambino, alla nascita, possiede degli schemi molto semplici di elaborazione delle informazioni e di scelta delle risposte; si tratta di schemi d’azione pratici. Essi gradualmente si coordinano per dar luogo a sequenze comportamentali più ampie.
Si può parlare di intelligenza quando compare la combinazione tra schemi appartenenti a sistemi cognitivi diversi.

Questo stadio si caratterizza per i seguenti aspetti:
1. La risposta del bambino alla realtà è di tipo sensoriale e motorio. Il bambino comprende il mondo in base a ciò che può fare con gli oggetti e con le informazioni sensoriali: un cubo è come lo si vede, il gusto che ha e come lo si sente al tatto.
2. Il bambino reagisce al presente immediato: non fa progetti e non si propone scopi.
3. Il bambino non ha una rappresentazione interna degli oggetti: non possiede immagini mentali. Queste rappresentazioni interne compaiono verso i 18 mesi, e segnano la fine del periodo sensomotorio.

Nello stadio sensomotorio sono distinguibili 6 sottostadi:

1. Esercizio dei riflessi: si tratta di reazioni innate che il neonato applica a diverse situazioni (es. succhia tutto); questo sottostadio è caratterizzato da un’egocentrismo radicale: il neonato non ha consapevolezza né di sé né del mondo esterno.

2. Reazioni circolari primarie: quando, durante l’attività sensomotoria, il bambino ottiene casualmente un risultato interessante, egli cerca di conservarlo attraverso la ripetizione. Piaget chiama questo fenomeno reazione circolare primaria; essa porta alla formazione di nuovi schemi, ma non si può ancora parlare di intelligenza perché la scoperta avviene per caso.

3. Reazioni circolari secondarie: la novità di questo stadio è l’interesse per la realtà esterna: il bambino cerca di conservare, ripetendole, anche le azioni che hanno prodotto uno spettacolo interessante nell’ambiente. Non si può ancora parlare di intelligenza perché la scoperta avviene per caso.

4. Coordinazione degli schemi secondari e loro applicazione a situazioni nuove: compare una differenziazione tra mezzi e fini e il bambino inizia a usare schemi già posseduti per applicarli a situazioni nuove. Il bambino attua delle condotte esplorative in cui, per conoscere un oggetto, vi applica tutti gli schemi d’azione conosciuti (es: battere, succhiare, strofinare…).

5. Reazioni circolari terziarie e scoperta di mezzi nuovi mediante sperimentazione attiva: quando il bambino trova un risultato interessante non si limita più a ripeterlo, ma lo varia e lo modifica per vedere il risultato. Si tratta di esperienze motivate dalla curiosità.

6. Invenzione di mezzi nuovi mediante combinazione mentale: quando si trova in una situazione nuova, ora il bambino non procede più casualmente o per tentativi ed errori, ma compie un’operazione mentale: si rappresenta mentalmente l’azione e ne anticipa gli effetti. Compaiono le rappresentazioni mentali, che consentono la costruzione della nozione di oggetto permanente, secondo la quale gli oggetti sono dotati di un’esistenza propria, indipendente dagli schemi del soggetto (all’inizio il bambino non riusciva a capire che un oggetto continuasse ad esistere dopo che era stato nascosto).

Tratto da PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO COGNITIVO di Beatrice Segalini
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