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Esperienze del GREC - Group de Recherche en Expression Corporelle


Alla fine degli anni ’60 si inizia a vedere riconosciuto al corpo un valore di tipo espressivo e conoscitivo. Esemplari furono le esperienze avviate dal GREC (Group de Recherche en Expression Corporelle) che reclamava:
una pedagogia e una didattica aperte, dove l’insegnante di educazione fisica e lo studente potessero sperimentare attorno al corpo, scoprendo anche le differenze tra maschie e femmine
il riconoscimento dell’espressione corporea come linguaggio da esplorare e apprendere, affiancato dallo sviluppo di adeguate strategie e contesti per la verbalizzazione dell’esperienza corporea
un uso e un rapporto più ludico e mobile degli oggetti qualificanti il lavoro in palestre, e lo sdoganamento del professore di ed. fisica come colui che misura il corpo
possibilità di valutare il contributo interdisciplinare all’acquisizione dei prerequisiti di abilità fondamentali
L’educatore fisico non può oggi non confrontarsi con le dimensioni simboliche, emotive e affettive del corpo, che ha una sua specifica intelligenza secondo lo psicologo americano Gardner. Egli sostiene che non esiste una sola intelligenza ma una pluralità di queste, autonome e presenti in modo diverso in ciascun individuo. Gardner ha avanzato la tesi secondo cui la responsabilità del dominio delle intelligenze linguistica e logico-matematica andrebbe attribuita a Piaget che ha commesso di studiare solo i suoi figli e non altri bambini con altri codici culturali e corporei. Tra le intelligenze di Gardner troviamo anche quella corporeo – cinestesica, identificata nella capacità di utilizzare il corpo in modi diversi per fini espressivi e concreti, attraverso le capacità di osservare, imitare e ricreare.

Tratto da PEDAGOGIA DEL CORPO di Adriana Morganti
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