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Rapporto musica-parole


Il collegamento tra musica e parole riflette la relazione tra linguaggio verbale e quello musicale.

L'analisi di un comunicato avviene in 2 momenti:
1. scomposizione = consiste nell'individuare i principali componenti mediali che costituiscono il comunicato e nell'analizzarli separatamente
2. ricomposizione = i risultati ottenuti nel corso della fase precedente sono integrati e messi a confronto

La Testologia semiotica di Petöfi è stata elaborata per studiare i diversi tipi di comunicati e una delle sue caratteristiche principali è quella di trattare i testi come complessi segnici con speciali architettoniche formali e semantiche; i principali livelli architettonici individuati da Petöfi sono 4 e le loro unità di base può possono funzionare come testo e sono:
1. sub-architettonica (SbA): le unità di base sono le configurazioni dei tratti distintivi
2. micro-architettonica (MiA): le unità di base sono i suoni o i morfemi
3. meso-architettonica (MeA): le unità di base sono le forme di parole
4. macro-architettonica (MaA): le unità di base sono le frasi testuali
(Per dividere un testo musicale in unità architettoniche devo usa SbA e MiA perché sono individuabili nella musica).

Lo studio delle ripetizioni è importante nelle opere vocali perché la musica con il tempo ha un rapporto particolare in quanto essa è un oggetto temporale e c'è grazie alla forma del trascorrere; lo spartito non è l'opera musica ma identifica un'opera da un'esecuzione all'altra e quindi fissa nello spazio la realizzazione sonora dell'opera musicale.

Analisi del motetto composto da Alessandro Grandi usando dei versetti tratti dal Cantico dei Cantici nel 1621

Il motetto è un comunicato formato da una componente vocale (divisibile in 2 parti: una vocale e una musicale collegate tra loro) e da una componente musicale-strumentale. Il testo verbale è tratto dal Cantico dei Cantici quindi il motetto è un comunicato prodotto a partire dalla ricezione di un comunicato preesistente
Il testo verbale da cui inizia la ricezione è rappresentato dal testo biblico e il testo con componente vocale e musicale è ottenuto con il processo di produzione ed è il motetto di Grandi quindi il compositore assume sia la veste di ricevente che di produttore (Ricevente=Produttore). 
Analisi della forma statica del comunicato, ovvero lo spartito che deve essere convertito in processo perché è un oggetto statico che tende alla dinamicità (non esiste una musica che deve essere solo letta perché è strettamente legata alla sua realizzazione sonora). Il tempo del motetto rimane invariato per tutta la sua durata; il brano si compone di 3 parti asimmetriche: una centrale formata da 33 battute ripetute per 2 volte, una iniziale composta da 11 battute e una finale composta da 7 battute. La struttura complessiva può essere sintetizzata con lo schema: A-B-C ma se si considera che la parte centrale deve essere ripetuta 2 volte lo schema diventa: A-B-B-C. Nel segmento A il primo tipo di variazione è la trasposizione, ovvero quel procedimento musicale che prevede la riscrittura di un brano in una tonalità diversa da quella originaria, quindi il rapporto tra le note rimane invariato ma a cambiare è la disposizione. A è suddiviso in a1 e a2 che sono il segmento melodico ripetuto 2 volte all'interno di A. Il segmento B è più complesso perché la sua parte iniziale si divide in 2 segmenti melodici b1 e b2 separati da una pausa e successivamente ci sono altri 3 segmenti melodici (c1 d1 e1). 
Per quanto riguarda la struttura sintattica della componente verbale possiamo dire che essa subisce delle variazioni nello spartito del motetto come l'inserimento di abbreviazioni, il collegamento delle parole alle note attraverso la loro divisione in sillabe e gli errori di stampa; inoltre all'interno del pentagramma compaiono degli elementi verbali che hanno come unica funzione quella di dare delle indicazioni per l'esecuzione dell'opera. I segmenti melodici corrispondono ai versi. I versetti che Grandi mette in musica sono collocati da Ravasi all'interno del primo libro del Cantico ed egli descrive tutta questa parte dicendo che ci sono 2 innamorati abbracciati nell'eden meraviglioso e si esaltano a vicenda ma in tutto il Cantico alla donna spettano il maggior numero di versi; Grandi dà a questo testo biblico un'altra interpretazione: la sposa è Maria e lo sposo è Gesù, Grandi nei motetti da lui scritti utilizzando il Cantico predilige le parti in cui è lodata la bellezza della sposa Maria. La differenza che c'è tra la prima parte e il resto del motetto è individuabile nella melodia usata, infatti il segmento A è costituito su un andamento melodico molto lineare mentre la melodia di B è molto varia e Grandi sviluppa un dialogo tra accompagnamento strumentale e canto. L'intento di Grandi è sottolineare la lode all'amata mettendo in secondo piano 2 versi in cui è lei a parlare dello sposo; per lodare gli occhi dell'amata si scelgono le colombe perché simboleggiano lo spirito santo, l'accento sulla bellezza della donna è ottenuto ripetendo il versetto in cui viene lodata, la bellezza di Maria sta nel suo essere piena di spirito santo e proprio grazie alla sua bellezza ha reso possibile che il vecchio testamento trovi il suo compimento nel nuovo testamento e questo viene ripreso nella melodia perché B si completa in B1 con la ripetizione. Grandi nel suo motetto nasconde un secondo livello di lettura legato ad una simbologia musicale; la complessità e l'interdipendenza dei diversi piani di lettura al motetto ci danno conferma dell'importanza di Grandi come compositore nel panorama musicale italiano ad europeo del 1600 che trova nella musica il suo punto di forza.

Tratto da SEMIOTICA di Emma Lampa
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