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Paul Gauguin (1848-1903): breve biografia



La vita di Paul Gauguin fu un  moto perpetuo tra l’Europa, il Sud America e l’Oceania.
Nato a Parigi nel 1848, l’anno dopo, alla morte del padre, era già in viaggio per il Perù dove trascorse la prima infanzia. Rientrato in Francia studiò a Orléans e a Parigi. All’età di diciassette anni, iniziò a viaggiare per mare toccando i più importanti porti del mondo; dopo il congedo si stabilì a Parigi lavorando come agente di cambio. Nel 1883 fu costretto ad abbandonare l’impiego a seguito di una grave crisi economica attraversata dalla Francia; l’evento non fu poi così traumatico per Gauguin che poté dedicarsi totalmente alla pittura, arte alla quale si era accostato agli inizi degli anni Settanta. Desideroso di una vita semplice, primitiva, libera e senza condizionamenti, lontana dalla cultura soffocante, si trasferì in Bretagna e nel 1888 visse per un breve periodo ad Arles assieme a Vincent van Gogh.
Vendette poi tutto per trasferirsi a Tahiti (Polinesia) dove resistette solo due anni e, dopo aver messo da parte qualche migliaio di franchi, nel luglio 1895 partì per il suo ultimo definitivo viaggio per Tahiti e le Isole Marchesi (Polinesia), dove si spense l’8 maggio 1903 – all’età di 54 anni - disperato, stanco e malato, in carcere per essersi opposto alla politica razzista del governatore francese.
Anche per Gauguin gli inizi furono impressionisti (era amico di Degas).
I colori erano dati per ampie campiture piatte e, più che colori complementari, egli faceva uso di quelli primari: rosso, giallo, blu.
La forte linea di contorno assume un valore espressivo contribuendo a mettere in risalto ciò che viene dipinto.
Con Gauguin avviene un recupero della bidimensionalità della pittura che può anche fare a meno di ogni illusionismo prospettico, sia geometrico che cromatico.
Fra le forme artistiche alle quali il pittore fu sensibile è certamente da ricordare la pittura giapponese, allora di moda per le numerose stampe a colori che circolavano in Europa a partire dalla metà dell’Ottocento. Ne è un esempio L’onda, un dipinto del 1888.
Dall’amico Emile Bernard apprende il cloisonnisme, tecnica consistente nel contornare con un marcato segno nero cose e persone dipinte, e nel riempire lo spazio così definito con il colore.

Tratto da STORIA DELL'ARTE CONTEMPORANEA di Fabio Pavani
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