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Le origini della musica


Giovanni Piana studia le origini della musica: non si conosce il momento iniziale della musica ma si può ragionare partendo da un punto di vista logico e non cronologico: l’uomo prima ha usato il suo corpo per raggiungere gli obbiettivi (pescare direttamente con le mani) ma quando non ci riusciva più ha inventato degli strumenti che sono diventati le estensioni del corpo dell’uomo per raggiungere gli obbiettivi (inventare la canna da pesca). Quindi per quanto riguarda la nascita della musica l’uomo dapprima avrà usato la voce che è l’elemento del corpo più vicino alla musica e poi avrà inventato gli strumenti musicali

La voce è intima e personale e così come l’ascoltiamo noi non l’ascolterà mai nessuno perché l’esperienza che facciamo noi della nostra voce è interna mentre l’esperienza che fanno gli altri della nostra voce è esterna; c’è un rapporto intimo con la nostra voce perché fa parte di noi ed è l’elemento con cui esprimiamo la nostra soggettività. 

Secondo Piana il canto è l’eco di un urlo ed è solo grazie all’eco che l’uomo pone uno schermo tra sé e la sua voce. Il valore del segnale emesso dal suono della voce è concettuale e quando avviene la ripetizione si gioca con il suono ed è proprio la ripetizione che sta alla base della composizione musicale. Quindi il primo approccio con il suono è il senso concettuale e poi passo al senso simbolico quando inizio a giocare con il suono tramite la ripetizione per far nascere la musica. 

Il primo approccio che abbiamo con il suono è l’urlo per cui si può dire che all’origine della musica c’è l’urlo. Sulla base di questa ipotesi logica di Piana si può dire che l’urlo è già linguaggio e la prima volta che lo emetto ha un senso concettuale ma quando lo ripeto acquista senso simbolico. La composizione musicale nasce dalla ripetizione e dalla distruzione del linguaggio verbale. 

Sachs e Giovanni Piana hanno in comune l’urlo come elemento importante per la musica. Il suono diventa musica quando acquista senso simbolico perché avviene la ripetizione di quel suono e l’opera “come out” di Steve Reich è l’esempio di come dalla ripetizione nasce la performance, quest’opera è una lotta tra suono e senso, con la prima esposizione si ha il senso concettuale ma con la ripetizione della frase si comincia ad ottenere il senso simbolico ma con l’aumento delle ripetizioni il testo verbale perde il senso concettuale perché viene distrutto dal sovrapporsi delle ripetizioni e si ha una frammentazione del testo verbale per creare una composizione dove non è possibile ascoltare il testo originale quindi non c’è più il senso concettuale.
Lo scat singing è l’imitazione del linguaggio verbale e il suono nasce da un’articolazione senza senso e arriva a noi tramite il jazz.

Musica e linguaggio hanno una vita parallela con punti di contatto, per il linguaggio verbale è importante l’articolazione che mi permette di trasmettere significato mentre per il linguaggio musicale sono importanti altezza/timbro/durata, il sistema notazionale musicale è l’esecuzione mentre il sistema del linguaggio verbale è il copione ma senza esecuzione.
Il problema è attribuire alla musica un senso perché nella musica il suono prevale sul senso e sull’articolazione.

Tratto da SEMIOTICA di Emma Lampa
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