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Assolutismo e concetto di Barocco in musica


Questo corso generale di storia della musica parte dal periodo Barocco. La musica seicentesca obbediva, direttamente o indirettamente, a quella visione politica assolutistica tipica del periodo in questione. Se, infatti, il potere di controllo e di repressione si manifestava principalmente attraverso la punizione fisica, raddrizzando pericolose deviazioni politiche o ideologiche, l’intervento prettamente traumatico non era sufficiente per mutare profondamente i suddetti orientamenti. L’adesione al sistema politico di potere poteva essere completa e netta solo con una sottile opera di persuasione, che facesse leva sul cuore più che sulla ragione... che convincesse i sudditi della bontà del sistema.
L’arte del persuadere e l’arte del commuovere erano fondamentali per una gestione sicura del potere, e la cultura, musica compresa, veniva abilmente sfruttata dai potenti tramite i capaci artisti dell’epoca, non più demiurghi rinascimentali ma manovali coatti. Il senso di dipendenza dal potere non era avvertito in maniera compiuta dagli artisti, e non sarebbe poi sbagliato individuare nell’inconscio senso di instabilità o di dubbio di costoro, la ragione profonda dell’originalità stilistica barocca, che si manifestava o in forme potentemente drammatiche, tortuose, o in un forte senso dell’effimero e della caducità della vita, e di conseguenza, del piacere fine a se stesso, o ancora in una grandiosa manifestazione della maestà del potere e dello sfarzo. La linea rossa che attraversa tutte queste manifestazioni rimane però sempre una: il senso dello spettacolo, dell’artefatto, che deve persuadere e commuovere. La musica non fa eccezione.
In campo musicale, la retorica degli affetti è sicuramente l’invenzione più importante di questo secolo. Tutte le altre brillanti manifestazioni del barocco musicale prendono spunto da questa idea, che cioè la musica debba seguire una ben precisa retorica, con un repertorio di figure (vale a dire di artifici) ben individuabili e codificabili atte a produrre gli effetti emotivi desiderati.

Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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