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La musica di Charles Ives



Charles Edward Ives (Danbury, Connecticut 1874 – New York 1954) era figlio di un direttore di banda e cominciò a comporre a tredici anni, studiano musica a Yale ma finendo per intraprendere la carriera affaristica, dedicandosi alla musica nel tempo libero. Ives fu dunque un musicista isolato e ancora oggi il suo mondo riesce difficilmente accessibile per il suo tipo di comunicazione totalmente nuova, in cui segnali acustici familiari assolvono una funzione unificante nei confronti delle spinte centrifughe e dissolventi di altri fattori più specificamente tecnici (dissonanze arditissime, aggregati politonali, macchie sonore). Lo sperimentalismo ivesiano è diverso però dallo sperimentalismo europeo. Il suo obbedisce o a funzioni ludiche, e fa parte di un gusto per la trovata e l’esercizietto difficile (ricordiamo il sottotitolo T.S.I.A.J. del Trio per violino, violoncello e pianoforte) che serviva, sull’esempio paterno, a rinforzare i muscoli dell’udito, della mente e forse anche quelli dello spirito, o è inteso ad evocare atmosfere naturalistico – metafisiche fortemente suggestive, come From the steeples and the mountains.
La Quarta Sinfonia è una vera e propria summa dell’arte ivesiana: il secondo movimento, animato dalla contrapposizione caotica di linee melodiche e ritmi contrastanti, segue una fuga tradizionale e si conclude con un movimento in cui sullo sfondo di due organismi che mantengono una loro specifica identità ritmica, sono triturati contrappuntisticamente motivi popolari e frammenti tematici in una densissima e suggestiva eterofonia. È un mistilismo che trova la sua giustificazione nella poetica di Ives, che intendeva assegnare alla sua musica non solo una forte carica evocativa ma anche comunicare attraverso di essa un contenuto spirituale, che lui chiamava substance. Lo sperimentalismo pionieristico di Ives è parte integrante della cosiddetta avanguardia storica de Novecento. Della sua vasta produzione ricordiamo le quattro sinfonie, studi e sonate per pianoforte e circa 150 songs.

Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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