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Avanzo e disavanzo


La bilancia dei pagamenti fotografa l’andamento di tutte le transazioni economiche e finanziarie tra residenti e non residenti.
Si possono presentare dei problemi quando questa o alcune parti di essa sono in una condizione di “sprint”, cioè o di deficit/ disavanzo negativo, o in una situazione di eccessivo avanzo o surplus che rappresenta uno squilibrio positivo.
Entrambe le situazioni possono rappresentare dei campanelli d’allarme, dei rischi, dei pericoli e possono richiedere un aggiustamento, cioè un’opera di riequilibrio, tramite processi e percorsi che possono risanare l’equilibrio quando si presenta uno squilibrio, riportando la bilancia dei pagamenti in una situazione meno squilibrata.

Non è obbligatorio, in generale, risanare uno squilibrio (es: la Germania ha una situazione di avanzo strutturale non modificabile fortissimo nella propria Bilancia delle partite correnti, quasi tutti i paesi europei in modo diretto o indiretto, rivolgono alla Germania un invito a risanare questo squilibrio ma la Germania non la ritiene una cosa necessaria per il proprio benessere e la propria economia, pertanto fa pochissimo per risanare questo squilibrio).

In generale gli squilibri si dovrebbero aggiustare attraverso meccanismi di aggiustamento che si dividono in due tipi: meccanismi spontanei di mercato (in cui si distingue aggiustamento spontaneo/automatico o attraverso le forze di mercato), cioè che vengono messi in moto da soli senza l’intervento di un’autorità esterna, oppure attraverso aggiustamenti indotti, attraverso la politica economica, svolti e favoriti cioè da un’autorità esterna (quali governo o banca centrale) → es: legge di governo, manovre finanziarie, intervento della banca centrale sui tassi di interesse.

Il secondo tipo di aggiustamento avviene generalmente poiché quello spontaneo spesso richiede tempi troppo lunghi (es: trattato di Maastricht concepito poiché questi paesi che volevano una moneta unica dovevano mettere in moto un processo di aggiustamento colossale che richiedeva alcuni anni, per diventare convergenti cioè più simili). L’aggiustamento spontaneo può essere considerato come quello più efficace, ma spesso è più lento e per questo entra in gioco l’aggiustamento indotto. Il processo di aggiustamento avviene continuamente nella vita della politica economica, sia sul piano interno che sul piano degli squilibri internazionali, perché in mancanza di esso certi squilibri sono superiori, più elevati.

Se si verifica uno squilibrio nella bilancia commerciale (tra importazioni ed esportazioni) di un paese (ed è uno squilibrio positivo = il paese esporta molto più di quanto importa, +esportazioni/-importazioni; negativo = il paese importa molto più di quello che esporta, -esportazioni/+importazioni) o nella bilancia del capitale (squilibrio tra investimenti che scappano dall’Italia o investimenti che non entrano in Italia), qual è il meccanismo spontaneo/di mercato che può favorire l’aggiustamento? Se questo meccanismo automatico non funziona, o è troppo lento, qual è il meccanismo indotto che può favorire il riequilibrio?

Tratto da STORIA DELLA POLITICA ECONOMICA INTERNAZIONALE di Federica Palmigiano
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