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Il mal di schiena è un sintomo


Il dolore è una sensazione soggettiva, data dalla stimolazione dei nocicettori, ovvero sensori del dolore, che segnalano un danno o avvertono della presenza di un fattore nocivo.

Quindi avremo che nocicettori inviano lo stimolo dolorifico al livello del midollo spinale, il quale se viene superata una determinata soglia, lo trasmette al livello dell’encefalo, dove viene elaborato e quindi il soggetto prende coscienza della zona in cui è localizzato il dolore. Ma le vie nervose dedite al dolore sono le più antiche e le più lente del sistema nervoso in quanto amieliniche, e quindi per trasmettere l’impulso succede una vera e propria staffetta, ovvero esso viene trasferito in modo successivo da neurone a neurone.

Ciò può essere verificato semplicemente spegnendo una candela con due dita; succede che il nostro corpo attiva una risposta riflessa facendo allontanare la mano, perché l’informazione “brucia” viene passata al livello del midollo spinale (quindi inconscio) dalle fibre motrici, che restituendola alla periferia ne determinano la contrazione muscolare, e dopo se ne avverte la sensazione di dolore.

Sia al livello del midollo e si al livello cerebrale, esistono delle comunicazioni tra le vie dolorifiche e quelle del sistema vegetativo, il quale ultimo regola la pressione interna del nostro corpo, la sudorazione ecc. È proprio per questo che ad esempio ad un determinato dolore il nostro corpo reagisce con vomito, sudorazione svenimento ecc., e questo collegamento tra psiche e soma lo si riscontra anche in senso opposto, perché ad esempio gli stati d’ansia comportano conseguenzialmente a delle contrazioni muscolari che ne modificano l’atteggiamento posturale del nostro corpo.

I dolori al livello del rachide vengono trasferiti al livello del SNC per mezzo delle vie nervose spinali, le quali irrorano una determinata superficie, e quindi se il dolore è riferito alla colonna toracica conseguenzialmente esso si irradia anche al livello dello spazio intercostale fino a raggiungere la zona sternale; questo è un tipico esempio di dolore radicolare.

Ogni qual volta che invece si parla di un dolore pseudoarticolare, allora ciò sta a significare che esso non ben localizzabile ma è molto diffuso.

Un dolore extravertebrale invece si ha perché le 33 paia di nervi spinali, non vanno solo ad innervare le ossa, i muscoli e le articolazioni, ma anche gli organi interni, e quindi è possibile che un nervo che irrori un organo, possa allo stesso tempo irrorare una determinata area superficiale. Infatti un dolore lombare potrebbe essere riconosciuto erroneamente come un dolore a livello renale, come allo stesso tempo un dolore renale può essere confuso come un dolore al livello del rachide lombare.

Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ATTIVITÀ MOTORIA di Vincenzo Sorgente
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