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La bioetica nei mass media e nella ricerca filosofica: l'ottica della formazione universitaria

Lecaldano vuole provare a discutere alcune proposte di differenziazione meno affrettate e pregiudizialmente valutative muovendo dalla convinzione che le trattazioni delle questioni della bioetica, sia quella filosofica come quella che si sviluppa nei mass media, possono essere fatte bene o male, in modi adeguati o no e che non c'è nessun tipo di comunicazione abituale e consolidata tra esseri umani che sia di per se negativa o secondaria o che, in alternativa, possa pretendere permanentemente a una sua insostituibilità o superiorità. Si tratterà piuttosto di individuare lo spazio specifico di un determinato tipo di discorso, o forma di comunicazione, prestando attenzione ai modi in cui si realizza, agli intenti principali che lo ispirano, ai sistemi di segni e significati che lo caratterizzano e al pubblico peculiare cui si rivolge in prima istanza. L'obiettivo principale sarà quello di capire fino in fondo fino a che punto i risultati della ricerca filosofica sulle questioni della bioetica possano essere considerati integralmente e compiutamente parte della cassetta di utensili imprescindibili per chi voglia svolgere in modo adeguato un lavoro nei mass media e quanto invece non è propriamente esportabile poiché più interno alla professionalità, di chi fa ricerca filosofica.

Comincia il suo ragionamento rilevando che c'è qualcosa di comune che ricerca filosofica e trattazione nei mass media delle questioni bioetiche sembra condividere: in entrambi i casi ci si trova davanti a interventi di tipo indiretto nel senso che le questioni non vengono affrontate in quanto problemi personali di chi parla o scrive ma ci si rivolge a un uditorio più o meno ampio esprimendosi in un modo che si sottopone a valutazione critica, possiamo dunque provare a determina una componente comune per cui ricerca filosofica, comunicazione giornalistica e nei media, attività politica legislativa ecc. entrano a far parte di un'opinione pubblica e si rivolgono a lettrici e ascoltatori considerati non solo come parte di un'opinione pubblica ma anche come
possibili persone direttamente coinvolte nella questioni di cui si tratta.

Passa poi a esaminare 3 distinti paradigmi sull'intreccio tra ricerca filosofica e trattazione delle questioni bioetiche nei media.
di Marianna Tesoriero
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