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Bronislaw Malinowski

La pratica dell’osservazione partecipante si sviluppa a partire dai primi decenni del XX secolo, quando Bronislaw Malinowski (1884-1942) parte per le isole Trobriand, in cui trascorre un periodo di tempo molto lungo. Egli qui si rende veramente conto che non è affidabile scrivere e servirsi delle informazioni raccolte da altri, ma soltanto una conoscenza diretta consente di capire veramente le istituzioni sociali e di cogliere il “punto di vista del nativo”.
I risultati di questa permanenza alle Trobriand confluiscono nel testo “Argonauti del Pacifico Occidentale” (1922), dove, da un lato, egli teorizza i principi della ricerca sul campo e, dall’altro, descrive una forma di scambio tra le diverse isole dell’arcipelago noto come Kula (modo attraverso cui si creano delle relazioni).
Diversi anni dopo, nel 1967, vengono pubblicati i “Diari” di Malinowski. I diari rivelano un’immagine di Malinowski che si discosta da quella dell’individuo mimetico capace di adattarsi a qualunque situazione di estraneità culturale. Emerge il disagio dell’antropologo che deve confrontarsi anche con i nativi (noia, entusiasmo, disgusto, compassione, intolleranza nei confronti degli indigeni).
Malinowski considera la cultura e la società studiata come un complesso di fenomeni correlati tra loro e perciò non astraibili dal contesto da cui dipendono.
Malinowski fa parte di un paradigma antropologico, noto come funzionalismo, perché sottolinea la funzionalità di ogni singolo elemento della vita sociale per il mantenimento di una coerenza complessiva.
È una figura innovativa perché, per primo, si pone il problema di critica delle fonti e cioè di distinguere quali sono le fonti di cui ci si può fidare e quali no.
L’obiettivo dell’etnografo è afferrare il punto di vista dell’indigeno, il suo rapporto con la vita, rendersi conto della sua visione del suo mondo.
Malinowski è inoltre uno dei primi a sostenere che il comportamento dei selvaggi non è così assurdo come molti autori tendevano a evidenziare, ma è piuttosto dotato di coerenza e ragionevolezza.
Da Malinowski in poi la ricerca antropologica si è trasformata, anche in seguito ad una revisione interna che è stata portata avanti.

di Anna Bosetti
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