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Disturbo d’adattamento

Consiste in sintomi emotivi o comportamentali in risposta ad uno o più fattori stressanti entro 3 mesi dall’insorgenza del fattore scatenante e che perdura per oltre 6 mesi, con una compromissione sociale e lavorativa o scolastica.
E’ stato riscontrato che i ragazzi hanno più problemi di adattamento rispetto alle ragazze, dunque il sesso maschile ne è più soggetto rispetto al sesso femminile.
I fattori di rischio sono: sesso, età, status sociale, condizione economica, la non coesione familiare.

EZIOLOGIA DEL DISTURBO D’ADATTAMENTO
L’adattamento è un processo naturale del bambino, in quanto si trova costretto ad affrontare cambiamenti propri della crescita e dunque adattarsi psicologicamente a questi; qualora l’adattamento o il riadattamento, in seguito ad esempio ad abuso sessuale, lutto, malattia grave, risulti difficile o non viene portato a termine allora si avrà un disturbo dell’adattamento. I bambino, rispetto agli adolescenti e agli adulti, sono più vulnerabili in tal senso, poiché non riescono a comprendere pienamente l’accaduto.
Esso prevale negli immigrati, che hanno problemi di internalizzazione ed esternalizzazione legati ai repentini cambiamenti; difficoltà della lingua, della cultura, basso status sociale ed economico.

TRATTAMENTO DEL DISTURBO D’ADATTAMENTO
E’ utile la psicoterapia per comprendere ciò che accaduto e affrontare l’evento nella giusta prospettiva ; è d’aiuto anche la terapia familiare in cui si lavora sulle dinamiche familiari e la terapia di gruppo per confrontarsi con persone che hanno problemi analoghi, dare sfogo alle proprie emozioni e di conseguenza sentirsi meglio e meno isolate.
La terapia farmacologica  non è considerata molto efficace con tale disturbo, tranne per quel che riguarda l’uso degli ansiolitici.



di Anna Battista
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