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L’epilessia e i disturbi neuropsichiatrici

I bambini con epilessia e vario grado di compromissione neurologica hanno un rischio due volte superiore di sviluppare disturbi neuropsichiatrici aggiuntivi rispetto ai coetanei con crisi parziali semplici senza altri disturbi neurologici.
I disturbi associati all’epilessia:
1)ADHD, disturbo da deficit di attenzione ed iperattività: è il disturbo neuropsichiatrico più frequentemente associato all’epilessia.
A differenza dell’ADHD classico non sono maggiormente interessati i maschi, ma ambedue i sessi in misura uguale e quando l’ADHD è in associazione con l’epilessia  prevalgono solo le forme con disturbi dell’attenzione.
Sono stati descritte alterazioni dell’attenzione verbale, uditiva, visiva, disturbi nella pro cessazione delle informazioni e nella capacità di elaborazione sequenziale;
2)DEPRESSIONE, la comorbidità tra epilessia e depressione è piuttosto comune, la domanda più comune è se le crisi depressive siano ad insorgenza autonoma o scaturiscono dalle crisi epilettiche: il problema rimane irrisolto!
Ciò che non sembra in relazione con disturbi depressivi sono l’epoca di insorgenza delle crisi, il tipo delle crisi e soprattutto le anomalie EEG che si evidenziano;
al contrario, ciò che sembra in relazione con la comorbidità depressiva sono la frequenza delle crisi, la durata e la ricorrenza della malattia.
I farmaci antiepilettici possono determinare disturbi depressivi; in questo ambito è da ricordare la “normalizzazione forzata”, ovvero una reazione alla sensibilità (idiosincrisica) agli antiepilettici che può causare disturbi psichiatrici, tra cui reazioni depressive.
I sintomi quali manifestazioni di rabbia, calo del rendimento scolastico, iperattività ed irrequietezza sono presenti sia nella depressione classica che nella comorbidità, insieme a sintomi somatici di vario tipo come disturbi del sonno, nausea, dolori addominali e cefalea;
A seconda del quadro clinico individuale sono attuati sostegno psicoeducativo, psicoterapia, farmacoterapia con monitoraggio della terapia antiepilettica;
3)DISTURBI D’ANSIA, sono altrettanto frequenti in associazione all’epilessia; il sesso non ha un ruolo rilevante al contrario dell’età, infatti l’ansia è maggiormente frequente in età evolutiva.
Fattori influenti per tale comorbidità possono essere le reazioni dei genitori alle crisi epilettiche che causano disagio principalmente nei bambini, ò’insuccesso scolastico e le difficoltà di apprendimento contribuiscono ad aggravare il quadro;
4)AUTISMO, il ritardo mentale e il danno cerebrale diagnosticabile sono i due fattori principali di rischio per la comparsi di crisi epilettiche nell’autismo;le crisi epilettiche hanno due picchi, nell’infanzia e nell’adolescenza, esse possono essere parziali o generalizzate; il trattamento non differisce dall’epilessia normale.
L’autismo si associa con maggiore frequenza alla sclerosi tuberosa e alla sindrome di Rett;
5)PSICOSI, si associano piuttosto raramente con l’epilessia in età evolutiva; i disturbi psicotici nell’epilessia possono essere:
-ictali o perictali, ovvero disturbi psicotici che avvengono in coincidenza o in prossimità con la crisi epilettica; le psicosi perictali si caratterizzano per la presenza di disturbi dello stato di coscienza con ridotta vigilanza o per la presenza di disturbi dell’umore poco tempo dopo, alcune ore o il giorno dopo la crisi epilettica.
-intercritici, ovvero fenomeni indipendenti dall’episodio critico; le psicosi interictali compaiono di solito con una latenza di molti anni dall’esordio dell’epilessia e quindi in età adulta.
di Anna Battista
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