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Nosografia del ritardo mentale


Entrambi i sistemi nosografici, DSM-IV e ICD-10 convergono per quel che riguarda i criteri diagnostici del RM:
-criterio A:le funzioni cognitive( o intellettive o semplicemente il QI) devono essere al di sotto della media(70),ovvero due deviazioni standard al di sotto della media;tuttavia, si parla di un valore approssimativo, cioè con un intervallo di confidenza di più o meno 5, per due motivi:
-non vi sarà mai la totale coerenza tra la somministrazione di due test diversi o tra due somministrazioni dello stesso test;
-il valore psicometrico è necessario ma non autosufficiente per diagnosticare il RM, si necessita dunque di altri paramenti;
ciò viene calcolato con test cognitivi standardizzati come la scala Wechsler, la Standford-Binet, ecc;
-criterio B:le funzioni adattive devono essere compromesse in almeno due aree: comunicazione, cura della persona, lavoro, tempo libero, sicurezza, salute, ecc;
-criterio C: l’esordio è prima dei 18 anni, poiché se il deficit cognitivo compare dopo i 18 anni si parla di demenza; a tal punto è importante considerare che non è importante l’età della diagnosi, piuttosto quando le caratteristiche deficitarie compaiono, ovvero la diagnosi di RM può essere fatta anche a 50 se le caratteristiche deficitarie sono apparse prima dei 18 anni.
La diagnosi deve essere stabile, ovvero il QI di pazienti con RM rimarrà stabile nel tempo, ovvero il QI misurato con un test cognitivo a 6 anni sarà approssimativamente uguale a quando il paziente avrà 30 anni;
infatti il DSM-IV considera il RM come un disordine ad esordio infantile che rimane stabile fino all’età adulta,ma è necessario specificare alcuni aspetti:
- tanto più precoce è l’età in cui il test cognitivo viene somministrato e tanto meno correlazione con le successive valutazioni ci sarà; ma essi parlano di stabilità nel tempo perché a differenza dei bambino sani, nei bambini con RM il QI si dimostra stabile, soprattutto nei livelli più bassi (i bambini che hanno un QI inferiore a 50, continueranno ad averlo basso anche successivamente) e la stessa cosa vale per gli adulti ( anche dopo 35 anni di valutazione il QI non mostrava un incremento significativo); tuttavia questo è un dato statistico e non significa che il QI non possa andare incontro a modifiche, infatti in alcuni bambini con RM lieve si può osservare una variazione durante il corso del tempo,aumentando o diminuendo, ma ciò non interessa certo i bambini con un ritardo severo; in conclusione: a differenza di quanto avviene nella popolazione sana, nei bambini con RM il QI si dimostra un valore stabile lungo l’intero arco di sviluppo;
-il secondo aspetto riguarda l’influenza che la patologia di base può avere sullo sviluppo cognitivo, ad esempio il QI dei bambino con sindrome di Down diminuisce col tempo; nella sindrome della X fragile, rimane stabile fino a 10/15anni e poi a partire dalla seconda adolescenza lo sviluppo cognitivo rallenta sensibilmente; tutto ciò dimostra come lo specifico tipo di ritardo mentale può influenzare lo sviluppo cognitivo durante la crescita, ma la stessa cosa avviene anche per le funzioni adattive, ad esempio nella sindrome di Down si osserva un plateau del funzionamento adattivo ad 11 anni, mentre in pazienti senza sindrome di Down ma con comunque un deficit cognitivo lo sviluppo delle funzioni adattive si protrae fino a 30 anni, in conclusione: il ritardo mentale è una condizione RELATIVAMENTE stabile dall’infanzia all’adolescenza, perché tale stabilità è mediata dal grado e dal tipo di ritardo.

Tratto da NEUROPSICHIATRIA INFANTILE di Anna Battista
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