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Trattamento delle somatizzazioni

La diagnosi è espressa grazie all’interazione tra fattori fisici, sociali ed emozionali; il ruolo delle componenti psicologiche è particolarmente rilevante nel mantenimento della condizione.
Le regole da seguire nella pratica clinica dovrebbero essere:
- mostrare interesse, sin dalla prima consultazione, nei confronti della storia sintomatologica del bambino, evitando di dare l’impressione che non gli si creda;
-dopo aver escluso possibili cause organiche, rassicurare i genitori ed incoraggiarli;
-con tatto ed accortezza, condurre una graduale individuazione e o modificazione degli aspetti ambientali che potrebbero essere dannosi per il bambino;
-creare un collegamento con la scuola in caso di rifiuto scolastico.
Il trattamento dovrebbe coinvolgere bambino genitori e scuola.
1)terapia comportamentale: si basa sulla premessa che gli individui imparino a comportarsi in un certo modo, influenzati dalla situazione, dagli eventi e dai rinforzi; tale tecnica è,dunque, utile per modificare comportamenti inappropriati;
2)terapia cognitivo-comportamentale: cerca di aiutare i pazienti ad identificare i loro “errori mentali” ed i comportamenti automatici negativi al fine di accompagnare il bambino alla corretta comprensione e al controllo della sua ansia;
3)terapia familiare: i dialoghi tra tutti i membri della famiglia per far emergere un’immagine delle relazioni e degli stili comunicativi presenti nel nucleo familiare;
4)terapie individuali ad orientamento psicodinamico che sono più rare in età evolutiva rispetto al’età adulta, non solo per la difficoltà del bambino piccolo ad utilizzare il linguaggio verbale come strumento per le libere associazione, ma anche per l’esistenza o meno del transfert da parte dei bambini nei confronti del terapista.
di Anna Battista
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