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Le manifestazione del disadattamento scolastico


Una delle manifestazioni più evidenti di disadattamento scolastico è l’ABBANDONO (o DROP-OUT), che si riferisce alla condizione dello studente che abbandona la scuola senza portare a compimento la scuola scelta. Vi sono 5 categorie di studenti che abbandonano la scuola:
1) pushout: alunni non desiderati dalla scuola che vengono attivamente allontanati da essa;
2) disaffiliated: alunni che non sono attaccati alla scuola e desiderano abbandonarla;
3) capable drop-out: alunni che non riescono a far fronte alle richieste di integrazione sociale della scuola e abbandonano essa nonostante le loro capacità scolastiche;
4) stop-out: studenti che interrompono gli studi per un periodo per poi ritornare nello stesso anno;
5) educational mortalities: alunni che interrompono anticipatamente gli studi.
Ma, quando si parla di abbandono scolastico, dobbiamo distinguere tra:
- ABBANDONO ESPLICITO: che si concretizza con l’uscita del soggetto dall’istituzione scolastica;
- ABBANDONO MASCHERATO: l’allievo rimane fisicamente  nella scuola, ma è disimpegnato, si concretizza con un rendimento insufficiente nonostante le buone capacità di apprendimento, un calo della motivazione e una scarsa autostima; i ragazzi rimangono nel circuito scolastico solo perché costretti dall’obbligo della frequenza o perché non vedono all’esterno, nel contesto sociale e lavorativo, alternative per loro significative.
Vi è poi anche l’EVASIONE, ovvero l’inadempienza all’obbligo scolastico; o l’ASSENTEISMO, che consiste in assenze frequenti e ripetute nel tempo: malattie croniche o marinare la scuola.
La DISPERSIONE SCOLASTICA è l’uscita anticipata dal sistema scolastico, che riguarda sia l’evasione che l’interruzione della frequenza senza aver conseguito nessun titolo.
Tutti questi esiti negativi possono essere attenuati da fattori di prevenzione, che hanno una funzione protettiva degli equilibri psichici e comportamentali di un soggetto, soprattutto quando si trova ad affrontare eventi stressanti. Questi fattori protettivi devono far riferimento a 4 aree:
1) autostima, fiducia nell’efficacia delle proprie azioni e maggior livello di considerazione personale;
2) autocontrollo, dei propri impulsi e rimandare la gratificazione e il soddisfacimento dei bisogni;
3) aspettative ottimistiche, fiducia nel futuro, atteggiamento indirizzato al successo;
4) capacità di interazione sociale, mantenere relazioni positive, mostrando capacità di adattamento e flessibilità

Tratto da NEUROPSICHIATRIA INFANTILE di Anna Battista
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