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Disturbo bipolare

Si caratterizza per comportamenti maniacali e depressivi, che alternandosi in modo ciclico, incidono sul funzionamento complessivo del paziente, oltre che sulla percezione e cognizione della realtà che lo circonda. Nel DSM-IV e nell’ICD-10 la depressione e i disturbi maniacali costituiscono la categoria nosografica dei disturbi dell’umore.
Le caratteristiche cliniche della mania sono opposte a quelle della depressione, infatti l’abbassamento del tono dell’umore della depressione, il rallentamento motorio e la bassa autostima equivalgono nella mania ad innalzamento del tono dell’umore, euforia, fuga delle idee, iperattività motoria e grandiosità; ma, malgrado questi sintomi primari siano speculare, i sintomi secondari, come irritabilità, rabbia, insonnia e agitazione, sono condivisi in entrambe le sindromi. Ma abbiamo anche una terza dimensione in cui i sintomi secondari tendono a prevalere sui primari, abbiamo quindi uno “stato misto” in cui depressione e mania sembrano fuse insieme.
Nella sua forma lieve, la mania è definita ipomania, e rappresenta uno stato maniacale più sfumato e con episodi di breve durata (2-4gg); per convenzione, tutti i pazienti con sintomatologia maniacale, in tutte le sue varianti, sono considerati all’interno del Disturbo Bipolare.
Le dimensioni sintomatologiche della mania sono:
1) DISTURBI DELL’UMORE: fenomenologia clinica della mania è opposta a quella osservabile nella depressione: euforia, gioiosità, ipergestualità, estrema facilità al riso, eccessivo ricordo a doppi sensi verbali; le emozioni tendono ad alternarsi e sovrapporsi: riso e pianto, gioia e rabbia, estroversione e ostilità, ecc;
2) ACCELERAZIONE PSICOMOTORIA: nella mania vi è un aumento dell’attività psicomotoria; i processi di pensiero appaiono accelerati: il paziente può parlare talmente veloce o con rapide associazioni di significato da rendere difficile cogliere il senso e la finalità del discorso; i comportamenti sono impulsivi, disinibiti e con estrema facilità a cogliere il senso del limite, alta distraibilità, perdita della capacità del senso economico;
3) DISTURBI VEGETATIVI: iposonnia: il paziente sperimenta il minor bisogno di sonno; disinteresse per il cibo e significativo aumento nel coinvolgimento e nei comportamenti sessuali;
4) DISTORSIONI COGNITIVE: il paziente vive in una dimensione dove l’autostima e l’onnipotenza appaiono grandiose.
Sia Il DSM-IV che l’ICD-10 inseriscono la mania e la depressione nei disturbi dell’umore; il DSM-IV inoltre classifica diverse forme di mania e divide 3 tipi di disturbo bipolare:
1) DISTURBO BIPOLARE I: il sintomo cardine in questo sottotipo è la maniacalità, accompagnato da almeno un episodio con disturbo dell’umore; esordio adolescenziale, durata dei sintomi di almeno una settimana, umore euforico o irritabile, e almeno 3 dei classici sintomi della mania (fuga delle idee, grandiosità, iposonnia, distraibilità, ecc;
2) DISTURBO CICLOTIMICO: esordio prima dei 21 anni; è caratterizzato dall’alternarsi di cicli numerosi ma brevi, a sintomatologia depressiva e ipomaniacale, con rari periodi di umore normale: tipici sono gli episodi in cui il paziente va a dormire di buon umore e si sveglia con intensi pensieri suicidari;
3) DISTURBO BIPOLARE II: il sintomo cardine sono gli episodi ipomaniacali, in cui i sentimenti maniacali sono più soft, ovvero senza la gravità e la pervasiva disabilità della mania.
di Anna Battista
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