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Comorbidità della depressione infantile

La comorbidità è l’associazione di due patologie, di natura psicologia e/o organica la cui relazione di casualità è altamente probabile;
-distimia: quasi nel 30% dei casi coesiste con la depressione maggiore sia negli adulti che nel bambino, si differenzia da quest’ultima per la relativa assenza di caratteristiche neurovegetative e psicotiche, per un esordio più precoce (7anni) e per una sintomatologia che persiste per almeno 1 anni, dopo il quale la fase di guarigione si protrae più a lungo che per la depressione maggiore; l’associazione tra distimia e depressione maggiore è considerato un “sottotipo di disturbo dell’umore” chiamato “doppia depressione”;
-disturbo d’ansia: la comorbidità tra ansia e depressione è molto frequente; soprattutto il disturbo d’ansia generalizzato per gli adulti e il disturbo d’ansia da separazione per l’età evolutiva; studi sostengono che l’ansia preceda la depressione, rafforzando l’ipotesi che la depressione sia secondaria all’ansia;
-disturbo del comportamento e della condotta: una spiegazione è che la depressione sia semplicemente parte integrante del disturbo della condotta; un’ulteriore ipotesi è che il disturbo della condotta possa essere considerato causa della depressione, poiché molto spesso i bambini assumono disturbi del comportamento impulsivi, illegali, aggressivi che aumentano il rischio di vivere situazioni negative che possono essere la conseguenza di uno stato depressivo;
-disturbo da abuso di sostanze;
-ADHD: tassi molto alti in età prepuberale che diminuiscono lentamente con dall’adolescenza all’età adulta.
I fattori di rischio riguardano eventi negativi che coinvolgono soprattutto la figura d’attaccamento, si parla anche di un’eventuale disfunzione dell’interazione genitore-bambino.

di Anna Battista
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