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Virus di Epstein-Barr: sindromi cliniche

Mononucleosi infettiva positiva ad anticorpi eterofili

La classica triade sintomatologica della mononucleosi è composta da: linfoadenopatia (tumefazione ghiandolare), splenomegalia e faringite essudativa, che si accompagnano a febbre alta, malessere generale, epatosplenomegalia, rash e astenia. La patologia non è grave nei paziente sani, ma può presentare conseguenze dovute ad alterazioni neurologiche, ostruzione laringea o rottura splenica. L'infezione è più moderata nel bambino che nell'adulto.

Malattia cronica

EBV può determinare in alcuni soggetti malattie ricorrenti, con stanchezza cronica, febbricola, cefalea e mal di gola.

Disordini linfoproliferativi indotti da EBV


Nei soggetti privi di immunità mediata dai linfociti T, l'infezione da EBV può determinare disordini linfoproliferativi, con il rischio di sviluppare linfomi, anziché la mononucleosi. La mancata risposta immunitaria può derivare da un deficit genetico associato al cromosoma X, in cui un gene espresso impedisce il controllo dei linfociti B da parte dei linfociti T. Pazienti trapiantati e immunocompromessi presentano un alto rischio di sviluppare linfoma, anziché mononucleosi.

Il linfoma di Burkitt africano è un linfoma monoclonale di cellule B della mandibola e del viso che è endemico soprattutto nei bambini che vivono in regioni dell'Africa dove è presente la malaria, anche se non si conosce il motivo dell'associazione.

Il carcinoma nasofaringeo è endemico in Asia e, a differenza del linfoma di Burkitt, dove le cellule tumorali sono di origine linfocitaria, le cellule tumorali del carcinoma nasofaringeo sono di origine epiteliale.

Leucoplachia orale a cellule capellute

È poco frequente ed è caratterizzata da lesioni della lingua e della bocca.

di Salvatore Volpe
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