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Adeguatezza delle prestazioni sociali e sostenibilità finanziaria

Già da tali schematici rilievi, emerge con sufficiente chiarezza che, a fronte del maggiore indice di sopravvivenza dei pensionati, il problema previdenziale non è soltanto quello di ricondurre ad equità la disciplina dei trattamenti di pensione, quanto, indipendentemente da detto fattore di invecchiamento demografico, quello dei livelli di prestazione che devono ritenersi socialmente e politicamente necessitati.
La soluzione di tale fondamentale aspetto problematico, quale è, appunto, quello della "definizione", in concreto, del livello di "adeguatezza" del trattamento pensionistico costituzionalmente garantito, non può essere raggiunta se non previo accertamento della sussistenza delle condizioni di sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico.
Peraltro, appare altrettanto inconfutabile che la garanzia di sostenibilità non può che essere strettamente strumentale alla garanzia della adeguatezza della tutela.
D’altronde, anche alla luce di un approccio eminentemente pragmatico risulterebbe illusorio attendersi il successo di un qualsiasi intervento di riequilibrio sul vigente sistema pensionistico, ove detto intervento non si prospetti come il frutto di un meditato e corretto equilibrio tra preoccupazioni sociali e preoccupazioni finanziarie.
Se tali considerazioni hanno un valore, non possono non suscitare, allora, forti perplessità quelle iniziative che si limitano a rendere più selettivi criteri di accesso al pensionamento.
Si tratta di, infatti, di iniziative che pongono al rischio lo stesso principio costituzionale di adeguatezza ed appaiono destinate ad incontrare resistenze.
di Stefano Civitelli
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