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Guerra fredda negli anni 80. Reagan e Gorbaciov


Ascende in america il repubblicano reagan (81-88), che iprende un linguaggio missionario, affidando all'america il compito storico di promuovere la libertà nel mondo, per invocare anche la liberta' di mercato e la sconfitta del comunismo. Intensifica il riarmo. Accelera la formazione di un unico mercato finanziario globale e la diffusione delle tecnologie informatiche. Si smette di aiutare gli stati sottosviluppati lasciando invece al mercato l'azione. Liberismo economico = spostare maggiori capitali verso le maggiori opportunita di profitto. Campagna contro gruppi marxisti del 3ç mondo, e sostegno a movimenti come la resistenza in afghanistan o solidarnosc. In america centrale si vuole ristabilire l'egemonia regionale. Nell'83 truppe USA a grenada; controguerriglia a el salvador; sostegno al nicaragua, (83) impegno in libano; 86 in libia; 87 a guardia del golfo persico. Ma peggiorano le relazioni con l'URSS. Mosca è gravata dalle troppe spese militari e fa i conti col dissenso popolare. Nell'83 momento di massima tensione. Rieletto nell'84 reagan si mostra più duttile e cerca di tornare al negoziato.
Ma nell'85 in russia salgono al potere i riformatori guidati da mikhail gorbaciov. Impoverita e tecnologicamente arretrata, l'URSS non può più sostenere la corsa alla superiorità strategica, e ha bisogno di un clima collaborativo. Gorbaciov sposa la nozione dell'interdipendenza tra le varie componenti del sistema internazionale. Si avvia un dialogo diplomatico con USA e negoziati. Alla fine dell'87 il trattato INF stipula la 1a vera riduzione dei missili nucleari. Gorbaciov nell'88 ritira le truppe in afghanistan, taglia aiuti ai governi amici e annuncia un ritiro dell'armata rossa dall'Europa orientale.
di Dario Gemini
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