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I bambini nel terzo anno di vita

I bambini tra i due e i tre anni cominciano a diventare consapevoli dell’importanza di spiegare e di negoziare i propri comportamenti, che hanno tanta parte nella vita in un gruppo. Hanno bisogno di sentirsi sicuri e di capire che cosa gli adulti si aspettano da loro.
Nel terzo anno il bambino si muove con un certo grado di autonomia verso un periodo di consolidamento, cercando molte informazioni sul mondo che lo circonda. Egli cerca di interpretare come esso si relaziona direttamente con lui, e si ingegna a rispondere alla complessità di richieste, spesso incomprensibili, che gli fanno sia i suoi adulti che i suoi coetanei.

Il controllo degli sfinteri
A due anni un bambino è in grado di chiamare l’adulto per le sue necessità fisiologiche e probabilmente resterà asciutto durante il giorno. All’inizio dell’anno avrà bisogno di essere aiutato a tirarsi giù le mutandine, e piano piano imparerà a tirarsele su, ma a tre anni avrà ancora bisogno di aiuto se dovrà maneggiare cinture e bottoni.
Nella cura generale del suo corpo il bambino aumenta la capacità di lavarsi le mani e i denti. È interessato al proprio aspetto e osserva quello degli altri.

Per facilitare lo sviluppo del linguaggio
La comunicazione si verifica in un’atmosfera di fiducia e di tranquillità, dove le educatrici svolgono il loro fondamentale ruolo di facilitatrici, mettendo i bambini nella condizione di poter comunicare.
Un sottofondo musicale può seriamente inibire lo sviluppo del linguaggio e mangianastri e radio dovrebbero essere utilizzati solo per scopi specifici.
Esercitare il linguaggio
Nell’esercitare il linguaggio, i bambini nel terzo anno spesso parlano da soli mentre giocano, anche senza rivolgersi a nessuno in particolare. Se ascoltiamo attentamente i bambini quando parlano da soli, sentiremo che provano o recitano conversazioni di situazioni per loro significative, proprio come facciamo noi nei momenti di silenziosa riflessione. La padronanza del linguaggio di un bambino spesso fa un balzo in avanti in risposta ad un nuovo stimolo o ad una recente esperienza piacevole come una vacanza.

La musica
Le possibilità musicali per i bambini piccoli si sono estese enormemente grazie alla disponibilità di strumenti di altre culture. Vale la pena di fare uno sforzo per trovare questi strumenti, venduti nei negozi specializzati, perché sono perfetti per i bambini di questa età, e danno loro la possibilità di produrre e ascoltare una grande varietà di suoni diversi.

La pittura e il disegno
Un bambino di due anni che dipinge sperimenta i colori, passandosi il pennello da una mano all’altra, strofinando energicamente i colori sulla carta. Successivamente le sue pennellate diventano più varie. Verso i tre anni comincia a dipingere “quadri”, accoppia i colori primari e a volte “dà un nome” a ciò che disegna. Quando usa i pastelli prima fa scarabocchi circolari, in una fase successiva disegna una persona facendo la testa e gradualmente aggiunge le altre parti del corpo.
Può essere molto interessante raccogliere campioni dei disegni di un bambino per un periodo di circa sei mesi, come punto di partenza per una discussione tra il genitore e la persona di riferimento.

Giochi con la sabbia e con l’acqua
A due anni un bambino si diverte nello scoprire come si comportano le varie sostanze versandole, picchiettandole, impastandole, bucandole e manipolandole (spesso cercando anche di mangiarle!). Solo in seguito inizierà ad usare gli attrezzi. È necessario che possa sperimentare tutto ciò liberamente, ovviamente nei limiti concessi.
Verso i tre anni e mezzo i bambini possono usare semplici attrezzi e imparare diverse tecniche. Un gruppetto di tre bambini, sotto il controllo di un’educatrice, può fare una macedonia, tagliare la frutta con il coltello e spremere il succo di alcuni frutti, attività nelle quali si sviluppano vivaci conversazioni. Usare le forbici (con le punte arrotondate), impastare, fare dei collage, selezionare e infilare perline accresce l’abilità di manipolazione e dà la soddisfazione di vedere un lavoro terminato.


di Anna Bosetti
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