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I nuovi indirizzi storiografici di fine 700

Nell‘autorevole Storia Pittorica del 1789, Luigi Lanzi cercò costantemente di accertare la sua attenzione sulle opere più significative di tutti i pittori italiani, dall’epoca di Cimabue a quella di Tiepolo. Nel giro di pochi anni, un altro italiano Fiorillo Domenico tentò di scrivere un’opera analoga, dedicando peraltro la sua trattazione all’arte di tutta Europa occidentale. Sia il Lanzi che il Fiorillo sembravano assolutamente coscienti di volgere le spalle a un’epoca storica giunta ormai alla sua fase conclusiva così come a entrambi si devono osservazioni di grande perspicacia e giudizi di notevole acume, che a lungo sarebbero stati plagiato da tutti gli storici dell’arte. Criteri rigorosi di studio emergevano sopra il cronachismo piatto e noncurante ponendosi al servizio dell’indagine critica. L’aneddotica cedette il posto alla biografia basata su elementi storici e veritieri, alla disamina delle influenze stilistico-sociali e all’adozione di cataloghi ragionati. Ma il contributo più importante offerto nel secolo scorso alla nostra conoscenza, più che al nostro apprezzamento, della pittura italiana, proviene da fonti affatto estranee all’ambiente accademico. L’incontro avvenuto in Germania nel 1847 tra Joseph Archer Crowe, allora trentaduenne pittore inglese nonché ambizioso giornalista, e Giova Battista Cavalcaselle, determinò col tempo la nascita di testi scritti in collaborazione, che costituiscono i primi esempi del genere tuttora meritevoli di regolare consultazione e che confluirono nell’edizione de La Nuova storia della pittura in Italia dalla seconda metà del XVI secolo, apparsa per la prima volta tra il 1864-6. Questo libro tentava (come aveva fatto Le Brun 75 anni prima) di sbarazzarsi dalla teoria secondo la quale nella storia dell’arte andava considerato solamente il grande in assoluto, e al contrario di prendere nozione che in Italia aveva esplicato la sua opera un numero di pittori assai più ragguardevoli di quanto risultasse dai cataloghi dei musei e delle collezioni private del momento.

di Alessia Muliere
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