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Il carattere composito del fenomeno dell'invecchiamento demografico e i suoi riflessi previdenziali

Le caratteristiche generali del fenomeno dell'invecchiamento demografico sono state ben puntualizzate, di recente, nella " Relazione con giunta in materia di pensioni adeguate e sostenibili" della Commissione e del Consiglio della Comunità europea del 2003.
Detta "Relazione" ricorda che l'invecchiamento demografico è la risultante di fattori di diversa eziologia, individuabili, principalmente: nell'approssimarsi all'età del pensionamento della generazione del boom demografico; nel progressivo incremento della vita media; nel calo della fertilità.
Ebbene, anche se la tendenza diffusa è quella di considerare gli effetti dei suindicati aspetti del fenomeno in una prospettiva cumulativa e indifferenziata, appare quanto meno plausibile attendersi che, in realtà, ciascuno di essi non possa avere le medesime implicazioni sull'assetto pensionistico del Paese, e giustificare, quindi, le stesse misure di reazione.
Ed in effetti, già ad una sommaria, preliminare analisi, risulta che le conseguenze sul sistema delle pensioni del baby boom del secondo dopoguerra sono destinate ad essere progressivamente riassorbita nel tempo.
Durante la sua permanenza, comunque, poiché la finanza delle pensioni si regge tuttora sul sistema a ripartizione, detta situazione è destinata a far lievitare sensibilmente il costo che i lavoratori attivi dovranno accollarsi per garantire la pensione alla popolazione inattiva.
Il calo della fertilità, dal suo canto, implica effetti analoghi: con l'aggravante, però, che il fenomeno dal quale questi derivano ha caratteristiche stabili.
Tuttavia, in via di principio, anche detti effetti sono destinati ad essere progressivamente riassorbiti, una volta che il processo di riduzione del grado di fertilità della popolazione trovi il suo punto di assestamento.
Le due suddette situazioni e, comunque, non hanno la complessità e l'ampiezza e varietà di implicazioni che caratterizzano quanto consegue dal progressivo incremento della speranza di vita dei soggetti ultrasessantacinquenni: fenomeno che reclama, dunque, una considerazione del tutto privilegiata.
Ed in effetti, in conseguenza dell'incremento della durata media del periodo di sopravvivenza del pensionato, già oggi, ma con prevedibile ulteriore aggravio del fenomeno nei prossimi decenni a, il sistema si trova esposto alla necessità di erogare le pensioni promesse per un periodo più lungo di quanto è stato dato per presupposto all'epoca in cui l'impegno fu assunto e furono introdotti i vigenti criteri di determinazione degli oneri contributivi relativi.
Con gli intuibili, conseguenti rischi sia per la futura tenuta finanziaria del sistema stesso, sia di pregiudizio immediato del fondamentale valore dell'equità.
di Stefano Civitelli
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