Skip to content

Il comizio: dal palco allo show

Le manifestazioni politiche non sono organizzate per il pubblico, ma per i mass media.
Il momento tradizionale del comizio è cambiato con il cambiamento della politica e delle sue forme di comunicazione e si è adeguato alle logiche della nuova scena pubblica allontanandosi dalla sua forma originaria per assumere l’aspetto di grandi convention e di show televisivi.
Per secoli la principale forma di comunicazione della politica  è stato il discorso pubblico e i suoi tratti costituitivi sono: l’oratore, il pubblico, la voce; questi elementi erano già presenti nelle orazioni dell’antica Grecia e nel Foro romano, nel discorso di Urbano II nel 1095 che dà il via alla guerra santa, in Napoleone Bonaparte, nel “comizio dei comizi” svoltosi a Roma dal 10 al 12 febbraio 1881 a conclusione della campagna per il suffragio universale promossa dalla Lega della democrazia, nei comizi di Lenin in Piazza Rossa o nei discorsi al balcone di Mussolini.
La natura del comizio non è modificata dall’aggiunta di elementi logistici come il palco o scenografici come gli sfondi, le bandiere o le coreografie.
Il primo grande cambiamento è l’amplificazione che permette di parlare ad una moltitudine e allontana la figura dell’oratore, aumenta la distanza tra chi parla e chi ascolta e dunque la mimica, le espressioni del volto e gestualità vengono riscritti in funzione dei nuovi grandi spazi; il comizio assume una dimensione si massa ed è così che nasce il comizio moderno.
Anni dopo i primi microfoni si affiancano a questi i video e i maxischermo che intaccano la supremazia della parola modificando la natura del comizio; questo si trasforma adottando linguaggi televisivi come quello della comicità e della musica.
di Anna Carla Russo
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.