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Il principio di sussidiarietà

Con il Trattato sull'Unione europea, firmato a Maastricht nel 1992, si realizza una "nuova tappa" nel processo di creazione di una sempre più stretta unione tra i popoli dell'Europa.
Le modifiche, peraltro, non riguardano specificamente la materia in riferimento.
Alcune novità in materia sono, invece, quelle che promanano dal " Protocollo sulla politica sociale", allegato al Trattato, e sfociato nell'Accordo sulla politica sociale.
L'Accordo, in effetti, prevede impegni più penetranti degli 11 Stati firmatari, relativi, in particolare, ai settori: del miglioramento dell'ambiente di lavoro per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori; dell'integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro; della sicurezza sociale e della protezione sociale dei lavoratori; dei contributi finanziari volti alla promozione dell'occupazione e alla creazione di posti di lavoro.
In funzione del perseguimento di detti obiettivi l'Accordo ufficializza il principio della sussidiarietà.
Vi si stabilisce, infatti, che, ai fini suindicati, "la Comunità sostiene e completa l'azione degli Stati membri": quindi, "sussidiarietà" rispetto alle politiche legislative nazionali, ma "sussidiarietà" anche rispetto alle regole e alle esigenze di mercato.
Tuttavia, il riferimento alla necessità di tener conto "della diversità delle prassi nazionali e di mantenere la competitività dell'economia della Comunità" lascia trasparire l'emersione di una diversa concezione della politica sociale, la quale appare a liberarsi non più sul principio della parificazione del progresso, ma, per l'appunto, sulle compatibilità economiche e sulle diversità nazionali, su un progresso "sostenibile" e una crescita "non inflazionistica", sul già ricordato criterio di sussidiarietà rispetto all'azione degli Stati membri, per l'ipotesi e "nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possano essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possano, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell’azione di in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario".
Detta impostazione appare trovare conferma rafforzamento nel Trattato di Amsterdam del 1997.
In detto Trattato, l'attenzione è particolarmente accentrata sulle politiche occupazionali.
Inoltre, pur non attribuendo loro efficacia diretta, ivi espressamente si richiamano i diritti sociali fondamentali, rendendoli oggetto di norme programmatiche e di orientamento dell'attività delle istituzioni comunitarie.
di Stefano Civitelli
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