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Il riferimento al diritto di autotutela

Nella risoluzione è contenuta un’affermazione del diritto di autotutela individuale o collettiva in risposta all’attacco armato dell’Iraq contro il Kuwait, in conformità con l’art. 51 della Carta che dichiara: Nessuna disposizione del presente Statuto pregiudica il diritto naturale di autotutela individuale o collettiva, nel caso che abbia luogo un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite, fintantoché il Consiglio di Sicurezza non abbia preso le misure necessarie per mantenere la pace e la sicurezza internazionale.
Nel contesto della risoluzione n. 661 il richiamo al diritto di autotutela individuale e collettiva presenta qualche problema interpretativo --> la riaffermazione del diritto di autotutela ai sensi dell’art. 51 non può intendersi come implicante il ricorso a misure di forza unilaterali per liberare il Kuwait.
L’intento del Consiglio di sicurezza era quello di ribadire che l’attacco al Kuwait rientrava nell’astratta fattispecie dell’art. 51, non escludendo così la possibilità di un futuro ricorso all’autotutela, anche armata, qualora le misure del Consiglio stesso si fossero rivelate insufficienti ad assicurare il ritiro delle truppe irachene.
Il richiamo all’art. 51 può avere l’ulteriore scopo di legittimare ex post le sanzioni economiche che erano già state adottate da alcuni Stati e organizzazioni come la dichiarazione del Comitato politico dei paesi membri della Comunità europea:
La Comunità e i suoi stati membri hanno deciso di adottare le seguenti sanzioni:
- embargo sull’importazione di petrolio dall’Iraq e dal Kuwait
- congelare i beni iracheni nel territorio degli Stati membri
- embargo sulle vendite di armi di altro materiale militare all’Iraq
- sospensione di ogni cooperazione nel campo militare con l’Iraq
- sospensione della cooperazione tecnica e scientifica con l’Iraq
- sospensione dell’applicazione all’Iraq del sistema si preferenze generalizzate
In esecuzione di tale dichiarazione l’Italia emanò un decreto legge contenente misure urgenti relative ai beni della Repubblica dell’Iraq.
di Alice Lavinia Oppizzi
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