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Imitare i richiami: le categorie sonore


L’identificazione degli uccelli attraverso le loro espressioni canore è immediata, frequente ma soprattutto un elemento di rilievo nelle conversazioni fra kaluli. Tutti gli uomini kaluli sono capaci di imitare i richiami di almeno 100 uccelli diversi, mentre sono pochi quelli capaci di fornire descrizioni visive. Quando un kaluli sente un uccello cantare lo riconosce focalizzando sul suono, associando il suono a un taxon e a un opportuno attributo culturale. Le categorie sonore funzionano così. Esistono 7 gruppi di uccelli:
• Dicono il loro nome;
• Fanno rumore: l’imitazione del loro richiamo viene spesso accompagnata dal commento “brutta voce”. il leader di questo gruppo è sosas la Sittella variabile, il cui nome è associato a modi di dire rivolti specificatamente ai bambini (urlano, strillano).
• Producono solo suono:
producono cioè suoni più con il corpo che con la voce. I kaluli presumono che i suoni degli uccelli rappresentino comunicazioni con gli altri uccelli, che in pratica conversino tra di loro. Gli umani non capiscono queste “parole” ad eccezione dei medium; ciò che invece gli umani capiscono sono le parole dette da un piccolo gruppo di uccelli che parlano bosavi. I kaluli giustificano il solo rumoreggiare spiegano che nello stesso modo in cui le persone arrabbiate a volte fanno solo rumore e non dicono un granchè, i rapaci che sono associati all’ira maschile, non parlano ma cacciano solamente. I kaluli imitano questo gruppo di uccelli riproducendo suoni d’ali.
• Parlano la lingua bosavi: i kaluli sostengono che sono 7 gli uccelli che dicono frasi in lingua bosavi; in alcuni casi i richiami sono interpretati come frasi fisse mentre in altri i kaluli offrono diverse interpretazioni di ciò che l’uccello dice. Questa categoria sono nasce da un mito che parla di Bolo cioè l’Uccello frate
• Bucero e Rigogolo bruno: Un giorno due genitori mandarono i loro due bambini a prendere l’acqua, dato che non tornavano i genitori iniziarono a chiamarli dicendo loro di tornare a casa e portare loro l’acqua, non li videro, ma li sentirono gridare “adesso andiamo a prenderla” ma ancora i bambini non tornavano, i genitori andarono quindi a cercarli e li trovarono morti uccisi da persone nemiche e Bolo aveva preso le loro voci. Secondo i kaluli gli uccelli che parlano hanno una DAGAN voce umana e on di uccello, quindi dicono realmente parole in bosavi, tutti gli uccelli però capiscono bosavi to ovvero la lingua sia umana che le parole sonore degli uccelli.
Dowo e nowo hanno richiami prolungati in un tono che scende e poi sale, sono associati al mito dei bambini morti essendo tristi i richiami. I richiami rauchi vengono interpretati come insulti sullo stato di eccitazione sessuale, Bolo riesce a imbarazzare tutti gli uomini con il suo richiamo. Wasio il becca frutti indica invece il tempo di raccogliere i frutti, avvisa i kaluli. Tifern il Gerigone testa nera è onomatopeico del rumore che fa il maiale quando scava, avvisa i kaluli che cercano maiali persi o randagi, questo uccello è associato allo spirito dei maiali. Nene la Bigia terricola di pianura avvisa dell’arrivo di una strega o di una persona.
Fischiano: hanno di umano la lingua, tutti gli uccelli di questa categoria sono considerati spiriti e il fischio è un suono speciale degli uccelli spirito. Alcuni kaluli  istinguono due sottocategorie le melodie dal fischio triste e le melodie fischiate. Il fischiettare di un uccello presso una cascata è un importante immagine del mondo degli spiriti. Quando gli uccelli fischiano i kaluli sentotno quello che “dicono”, i suoni fischiati hanno dunque degli equivalenti simbolici convenzionali nelle frasi verbali.
• Piangono: tra questi troviamo muni e iyeu, il primo è associato alla storia del bambino che diventò muni, ils econdo collega le donne col pianto funerario.
Cantano Gisalo: tra questi muni, iyeu, kalo e howen, questi uccelli danno origine alla canzone nello stesso senso che muni da origine alla canzone ne mito. Essi offrono ai kaluli la canzone, ma poi i kaluli stessi modellano, codificano ed eseguono ciò che sentono. I compositori sentono i suoni di questi uccelli nella loro mente e lasciano che il loro richiamo colmi i loro sensi fino a che si trasforma nella melodia di una canzone. Questi uccelli danno ai kaluli la forma melodica. L’uccello gisalan invece pone le origini della danza.
Detto ciò il suono è un elemento fondamentale per capire il mondo kaluli, rappresentano i loro sentimenti, vivere con gli uccelliè un’estensione del vivere secondo i miti.

di Marianna Tesoriero
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