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Kant e Platone in Holderlin


Interesse per Platone che nasce anche dalle sue frequentazioni con la filosofia greca. Nella forma del dialogo platonico per Holderlin c’è il tentativo di coniugare le ragioni dell'idealità con un linguaggio esteticamente denso. E la critica alla poesia? Platone critica l’arte quando favorisce una costruzione che non è a essa estranea. Molti dialoghi platonici son diventati fonte di creazioni artistiche. Holderlin e Hegel volevano comunque unificare l’insegnamento kantiano della libertà con l’orizzonte dell'idealità platonica, fondando la coscienza etica sull’idea assoluta di bellezza. Qual è il rapporto Holderlin-Kant-Platone? Nella lettera a neuffer del 94 Holderlin dice di voler oltrepassare la linea di confine kantiana appoggiandosi all’impostazione platonica. Sta parlando della limitatezza umana. In Schiller il bello coappartiene ai 2 istinti fondamentali umani, quello ragionevole e quello sensibile, e può promuovere l’armonia. Kant parlava di antinomia tra ragione e sensi, dovere e piacere, e per risolverla parla del primato etico. Schiller preferisce quello estetico. In Kant l’imperativo categorico è la soluzione per sintonizzare volontà e ragione umana, sottostando alla legge morale. Kant replicò a Schiller che la legge morale non debba contenere tali sentimenti: bisogna separare grazia e dovere per evitare contraddizioni. Holderlin trova Schiller innovativo ma ancora ingenuo. Ma per Holderlin non è la natura umana che dà credibilità all’istanza morale. La moralità non si può affidare alla natura: una legalità basata sulla natura sarebbe cosa incerta e mutevole. Aspetto estetico e pratico si possono unificare in un nuovo sistema filosofico solo partendo da una “necessità immortale”: un principio che sovrasti lo stesso trascendentale: dobbiamo riconoscere nell’essere vero e proprio un principio superiore e immortale. Ci si riferisce all’istanza dotata originariamente di unità, che genera l’essere degli enti. Holderlin vuole attualizzare l’unità originaria, cosa che può comprendere solo chi percepisce il senso della sua presenza va riconquistata la divina unitezza. Dirà solo dopo chi tra il poeta e il filosofo puo accedervi.
di Dario Gemini
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