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L'uso della metafora di G. Mazzacurati


Più nello specifico, Mazzacurati portò avanti una ininterrotta polemica contro la visione convenzionale del Rinascimento e della sua storia, definita in ambito idealistico ed ereditata dalla critica marxista. Sempre netto è stato il suo rifiuto della retorica laica e progressista su un Rinascimento come scoperta dell’uomo e della realtà mondana, delle trionfali acquisizioni del leggendario uomo rinascimentale, questa strana creatura che nessuno ha mai incontrato in nessun luogo ma di cui tutti parlano.
Per comprendere quanto fosse importante in Mazzacurati l’esigenza del dubbio e della visione multilineare, basta leggere il suo Rinascimenti in transito, quadro perfetto di un epoca fatta di tanti rinascimenti diversi, di mille rivoli di una geografia frastagliata e affatto rassicurante. Mazzacurati vi naviga con interesse e circospezione, così come scrive in un altro suo importante libro, Pirandello nel romanzo europeo, dove dice “Quanto più aperte di fanno le strade, più larghi i fiumi che vanno ad impaludarsi o a farsi estuario, tanto è più difficile segnare i luoghi di partenza, sorgenti solitarie, nella mappa dei prototipi che si intrecciano, delle acque che affluiscono e defluiscono. Le tracce lontane sbiadiscono, quelle recenti si accavallano e si moltiplicano presto, nei percorsi più tipici della scrittura narrativa, tra Otto e Novecento”.
Questo passo rende bene anche un'altra peculiarità di Mazzacurati: l’uso particolare della metafora. Metafora non come vano aggeggio retorico, esornativo di discorsi di scarsa sostanza, bensì come valido e importante strumento chiarificativo che rivela la complessità dei percorsi storici, dando conto della vastità e della molteplicità dei campi attraversati e a cui il critico deve necessariamente fare attenzione.
È forte la presenza di metafore acquatiche e di metafore geografico – topografiche, perché Mazzacurati, fedele alle idee di Dionisotti, sa quanto importante sia la geografia per il lavoro di ogni storico che si rispetti, e non solo la geografia fisica ma anche quella metaforica. Una metafora sa bene rendere conto della ricchezza e della complessità di prospettive dello sviluppo storico di un intero genere letterario.
Mazzacurati è un modello per tutti i giovani, per la sua cosmopoliticità, per il suo ironico senso del limite, per la sua lontananza dai modelli e dalle dipendenze politiche, per il suo spirito militante, per la sua ferma fede nel ruolo formativo che dovrebbe avere la letteratura.

di Gherardo Fabretti
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