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La prescrizione dei crediti contributivi e il principio di irricevibilità

Anche il diritto di credito contributivo si prescrive.
Precisamente, tutte le contribuzioni di previdenza ed assistenza obbligatorie si prescrivono nel termine di 5 anni.
In proposito, la particolarità è dato dal principio di irricevibilità dei contributi prescritti.
In "deroga" al diritto comune, la norma speciale esclude "la possibilità di effettuare versamenti a regolarizzazione di contributi arretrati, dopo che sia intervenuta la prescrizione".
Si tratta di principio che all'evidente fine di sottrarre gli enti previdenziali al rischio di oneri pensionistici imprevisti, quali quelli che si potrebbero produrre per effetto di inattese "regolarizzazioni" a grande distanza di tempo.
" Regolarizzazioni" soltanto apparenti, posto che neppure il pagamento dei contributi prescritti, anche se maggiorati di rivalutazione monetaria e interessi, potrebbe valere a sanare in pieno la situazione è, considerato che il criterio di gestione ripartizione rende impossibile eliminare, ora per allora, gli effetti di ormai ripartiti sulla generalità dei contribuenti.
Il fatto è che vi è una sostanziale differenza tra prescrizione di diritto civile prescrizione di diritto previdenziale.
Quest'ultima coinvolge tanto il profilo creditorio, che il profilo debitorio: l'ente previdenziale riceve non per sé, ma per la collettività, sicché non sarebbe giustificato un suo potere discrezionale in materia.
di Stefano Civitelli
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