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Le 3 Esperienze Fondamentali per lo Sviluppo di un Sè Coeso

ACCRESCIMENTO DEL SÈ (attraverso le funzioni dei 2/3 oggetti-sé)

Se l'esperienza con l'oggetto-Sé non è soddisfacente ed empatica, lo sviluppo narcisistico è incompiuto e si crea un senso di fragilità del Sé. --> si creano così vulnerabilità narcisistiche --> in persone con vulnerabilità narcisistiche il Sé non si è sviluppato in maniera coesa e compatta, a causa del fallimento dei propri oggetti-Sé e quindi la persona avrà questo senso di fragilità e vulnerabilità che viene mascherato poi dalla sua grandiosità, dal suo apparente egoismo; proprio per non sperimentare l'esperienza dei suoi vuoti interni il narcisista ha bisogno dei suoi oggetti esterni.                               

INTERIORIZZAZIONE

Le funzioni che svolgono gli oggetti-Sé pian piano vengono interiorizzate. Quindi, se l'individuo è sano, è in grado di autoregolare i suoi stati interni, la propria autostima. “Ciò di cui il bambino ha bisogno non sono né risposte empatiche continue e perfette da parte dell'oggetto-Sé, né un'ammirazione irrealistica… [Invece] è la capacità dell'Oggetto-Sé di rispondere con un riscontro speculare adeguato (oggetto-Sé rispecchiante) almeno una parte del tempo; quello che è patogeno non è il fallimento occasionale dell'oggetto-Sé, ma la sua incapacità cronica…a sua volta dovuta alla propria patologia nell'ambito del Sé”.

FRUSTRAZIONE E INTERIORIZZAZIONE

[spiegazione della citazione precedente] Ciò che è patogeno non è il fallimento occasionale dell'oggetto-Sé: Kohut, come Winnicott, dice che devono esserci piccole frustrazioni, che sono necessarie e inevitabili, perché il bambino giunga gradualmente a consolidare il proprio Sè. La patologia emerge quando il genitore narcisista fallisce costantemente.

INTERIORIZZAZIONE TRANSMUTANTE

L'interiorizzazione transmutante corrisponde all'interiorizzazione delle funzioni che prima svolgeva il genitore. Fornisce la scorta di fiducia in sé che sosterrà la persona durante tutto l'arco della vita.
Il Sé grandioso che si sviluppa grazie all'oggetto-Sé rispecchiante (“quanto sei bravo”) e l'idealizzazione dell'oggetto grazie all'imago parentale idealizzata,  diventano più realistici nel tempo (non dettate solo dai bisogni) e vengono poi trasformati in narcisismo sano.

Per far sì che tutto ciò avvenga devono avvenire delle frustrazioni, dei fallimenti dell'oggetto-Sè non traumatici per lo sviluppo del Sé, chiamate frustrazioni ottimali (Winnicott le chiama frustrazioni necessarie). Dunque a una prima fase di completa empatia nei confronti del proprio bambino, segue  la fase in cui gli agenti delle cure non riescono del tutto ad appagare i suoi bisogni, generando queste frustrazioni ottimali; il bambino ha quindi la possibilità di sperimentare la realtà facendo un'esperienza di limiti.

Successivamente interiorizza specifiche qualità delle capacità genitoriali e delle risposte emozionali dei genitori (esperienza di grandiosità, esperienza di poter idealizzare…); si creano così delle strutture interne che hanno funzioni di regolazione delle emozioni (es: rabbia narcisistica = fallimento del controllo e della regolazione delle proprie emozioni) e di adattamento, che in precedenza erano esplicate dai genitori nell'atto di prendersi cura del bambino. Il bambino così raggiunge la propria autonomia rispetto all'assenza reale dell'oggetto-sé.

Cosa rimane costante? La regolazione dall'esterno poi viene interiorizzata. Se l'esterno è stato inefficace nel regolare (eteroregolazione), allora la  regolazione del bambino sarà compromessa. Per esempio, di fronte ad una frustrazione o ad una ferita narcisistica, non riuscendo ad autoregolare la rabbia e il senso di totale fallimento che provo, cerco di farlo tramite droghe, alcool ecc., che costituiscono l'unico mezzo per regolare (è comunque una eteroregolazione).


di Mariasole Genovesi
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