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Matrimonio e atti sessuali


In passato il nesso atti sessuali-matrimonio si stabiliva in funzione della necessità di avere un discendente. Le raccomandazioni esistevano in vista delle condizioni di procreazione. E le relazioni illegittime si evitavano solo perchè potevano nascerne inconvenienti. Ora notiamo invece una coniugalizzazione dei rapporti sessuali. La natura del matrimonio stesso esclude piaceri oltre quelli della coppia. Stato coniugale e attività sessuale devon coincidere non solo in vista della procreazione ma soprattutto di pieno diritto. La sposa rischia di offendersi. Musonio dice che condizione della sessualità è la coniugalità, per evitare rapporti immorali...ma non dice che il piacere sessuale è un male. La bruttura è nella depravazione dell’atto sessuale, che lo dissocia dal matrimonio in cui ha la sua forma natura e il suo logico fine.
L’adulterio era condannato perchè si commetteva ingiustizia verso la donna. Non contava che l’uomo fosse coniugato. In musonio si parla di fedeltà coniugale simmetrica. Il marito ad es. non può usare la schiava. L’uomo deve rinunciare a fare ciò che si proibisce a un donna per esser davvero colui che prevale. In un testo conosciuto come un traduzione dell’economica dello PseudoAristotele, l’autore dice invece che la donna dovrà essere accomodante verso le colpe del marito. Anche Plutarco dice alle donne di esser tolleranti. I piaceri extraconiugali dell'uomo sono riconosciuti come forma di debolezza che l’uomo deve limitare, non più effetto della sua superiorità.

di Dario Gemini
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