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Napoli fedelissima

Alla fine del XVII secolo si era fissato l’appellativo col quale Napoli sarebbe stata designata e conosciuta nell’età moderna, ossia Napoli fedelissima.
Il passaggio avviene in forza della crescita della città nella sua personalità sociale e politica. La fedeltà è riferita agli uomini. È possibile presumere che l’appellativo sia stato usato dal re Ferrante in relazione ad un evento specifico? Il privilegio in questione è del 20 marzo 1462, ovvero la vigilia della campagna estiva che avrebbe portato alla vittoria del re nella guerra baronale e angioina. Costo, notava a questo riguardo la fedeltà di Napoli verso il re Ferrante.
Carlo V rilascia un privilegio il 22 marzo 1536, al ritorno dall’impresa di Tunisi. Nell’ opuscolo a stampa, a cura di Paolo Palmerio, c’era una lettera ai cittadini napoletani, ai quali ci si rivolgeva col vocativo “fidelissimi napoletani”.
Era ormai del tutto chiaro che il termine veniva utilizzato con una internazionale e forte valenza politica.
La sua grandiosa parte di capitale, di forza amalgamante delle energie del paese, la città non l’avrebbe trovata a svolta sul terreno della fidelitas. L’avrebbe trovata e svolta sul terreno della sua vita culturale, della capacità che manifestò di partecipare a contribuire al movimento e allo sviluppo dello spirito europeo nel lungo processo che dal Rinascimento all’illuminismo fondò i valori della civiltà moderna e li promosse e li realizzò.
di Stefano Oliviero
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