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PSICOLOGIA DELLA SALUTE E INVECCHIAMENTO

La “psicologia della salute” è spesso chiamata “medicina psicologica” o “del comportamento”, in quanto si fonda sull’intersezione tra psicologia e medicina.
Importante è il ruolo del comportamento nel promuovere lo stato di salute e nel prevenire e curare le malattie.
Sono 3 le più importanti aree di studio della psicologia della salute:
1) il peso corporeo e l’obesità: sebbene si assuma che le differenze individuali nel peso siano dovute a fattori ambientali, studi sui gemelli e sulle adozioni dimostrano che la genetica è responsabile della maggior parte della variabilità nel peso. La correlazione per il peso di gemelli identici è dell’80% e per i gemelli fraterni del 43%, i gemelli identici cresciuti separatamente correlano per il 72%.
Studi sull’obesità hanno mostrato che i gemelli identici hanno una concordanza del 59% e i gemelli fraterni del 34%, sottolineando ancora una volta una certa influenza genetica, infatti se tutte le persone mangiassero la stessa quantità di cibo e facessero la stessa quantità di esercizio fisico differirebbero comunque nel peso per ragioni genetiche; ciò è stato confermato anche con uno studio in cui vennero confrontate 12 coppie di gemelli identici, alimentati con un eccesso di calorie e tenuti in un ambiente controllato in modo che facessero poca attività fisica: i risultati mostrarono differenze nel peso acquisito, ma i membri di ogni coppia di gemelli identici correlavano per il 50% nell’incremento ponderale, mostrando dunque come gli effetti dell’attività fisica sul peso sono influenzati da fattori genetici.
In altri termini, sebbene le differenze individuali nelle abitudini alimentari e nella propensione all’attività fisica siano considerati fattori ambientali, potrebbero in realtà essere influenzati da fattori genetici.
I fattori genetici che condizionano il peso corporeo cominciano a manifestare i propri effetti nella prima fanciullezza.
Riguardo all’obesità, negli anno ’50 fu scoperta nei topi una mutazione recessiva che causava obesità allo stato omozigote: quando questi topi ricevevano sangue dai topi normali, essi perdevano peso, stando a significare la mancanza in questi topi obesi di un fattore importante per il controllo del peso, la “LEPTINA” che era in grado di ridurre il peso nei topi diminuendo diminuendo l’appetito e aumentando l’utilizzo di energia. Ma gli uomini obesi non sembrano avere difetti nel gene per la leptina, le cui mutazioni, tuttavia, potrebbero contribuire al rischio genetico per l’obesità;
2) le dipendenze: la maggior parte della ricerca, in quest’area, si è concentrata sull’alcolismo.
Studi sui gemelli e sulle adozioni suggeriscono una discreta ereditabilità per i maschi e una scarsa ereditabilità per le femmine.
Studi sui gemelli hanno mostrato una concordanza del 50% per i gemelli maschi identici e del 35% per i gemelli maschi fraterni, mostrando un certo grado di influenza genetica, così come mostrato pure dagli studi sulle adozioni. In contrasto, studi sui gemelli e sulle adozioni nelle femmine non hanno fornito gli stessi risultati.
Il metodo miglior per predire l’alcolismo negli individui maschi è la presenza in famiglia di un parente di primo grado alcolista.
Inoltre, è stato evidenziato un’influenza dell’ambiente condivido non tra genitori e figli, ma solo tra fratelli (o meglio tra coetanei).
Infine, è importante discutere l’interazione tra genotipo e ambiente: gli adottati con un rischio sia genetico e sia ambientale andavano maggior mente incontro all’alcol.
Le forme di alcolismo più gravi e a insorgenza più precoce sono più ereditabili rispetto alle altre forme.
Per quanto riguarda, la dipendenza da nicotina, diversi studi dimostrano che, sebbene questa sostanza sia un’agente ambientale, le differenze individuali nella tendenza all’assuefazione, nella persistenza all’abitudine e nel numero di sigarette fumate, sono influenzate da fattori genetici; invece, le influenze dell’ambiente condiviso giocano un ruolo di primaria importante solo nel cominciare a fumare piuttosto che nel continuare a farlo. L’adolescenza rappresenta un periodo critico per iniziare a fumare, poche, infatti, sono le persone che cominciano dopo l’adolescenza;
3) la relazione tra lo stress e il rischio cardiovascolare: studi su gemelli, che hanno analizzato la pressione sanguigna e la velocità di reazione del cuore in risposta a situazioni di forte stress psicologico, situazioni tuttavia ricreate in laboratorio, hanno mostrato una discreta influenza genetica e limitati effetti invece dell’ambiente sulle risposte cardiovascolari allo stress.
Ma queste situazioni create in laboratorio sembrano limitare per studiare tale aspetto, poiché non riescono a riproporre effettivamente la realtà del mondo, nella quale solitamente le persone sono libere di scegliere le situazioni, per questa ragione una nuova direzione sarebbe quella del monitoraggio al di fuori del laboratorio.
di Anna Battista
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