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Protogene e Pisias in "Sull'amore" di Plutarco


Protogene e Pisias dicono che l’amore per i ragazzi è diverso e superiore all’inclinazione per le donne rispetto alla natura ed al ruolo che in essi svolge il piacere. Contro le donne dicono che questi è solo un inclinazione di natura, lo stesso appetito che han le mosche con il latte. L’amore per i ragazzi trascenderebbe la natura e si affrancherebbe dal piacere. Alle donne si è portati dall’appetito e dal desiderio. Dunque nessuno dei 2 è amore, uno perchè è comune a tutti gli animali, l’altro perchè rende l’anima schiava. L’unico vero amore è quello per i ragazzi. Dafneo denuncia l’ipocrisia pederastia. L’amatore di ragazzi in realtà attende solo la notte. Va forse accettato che la voluttà fisica entri di diritto nell'amicizia e nell'amore? E poi se il ragazzo è virtuoso il piacere si ottiene solo con la violenza, se non lo è allora è effeminato.
Parte centrale del dialogo: panegirico di Amore. Eros è complemento necessario di Afrodite. Si vuole come indicare che l’interesse per ragazzi e ragazze discendono da un solo identico amore. Ora Plutarco stabilisce 3 punti essenziali: 1) se l’amore è realmente ciò che è stato detto si fa sentire sia con i ragazzi che con le ragazze; 2) la virtù-aretè che nell'erotica dei ragazzi è fondamentale, si pone al di là delle differenze di sesso; 3) l’amicizia può esserci anche con una donna, nella coniugalità. C’è una temperanza non derivante dall’esterno ma che viene da Eros, che ispira agli sposi la passione reciproca e immette padronanza di sé, silenzio e pudore. Plutarco prende dunque a prestito dall’erotica dei ragazzi gli elementi fondamentali della stessa per dimostrare che possono applicarsi solo al legame coniugale.

di Dario Gemini
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