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Reliquie, martiri e Santi


Il credente ha bisogno di segni sensibili per accrescere la sua fede: spesso è il sangue dei martiri, versato fino all’editto di Costantino. I maggiori martiri sono Pietro e Paolo di Tarso, crocifisso e decapitato. Ci sono tanti esempi di martiri, spesso avvicinati ai discepoli. Vedi Dionigi l’areopagita. La cristianità aggiunge poi il nome di San Martino vescovo di Tours, popolare in Francia, e missionario. Non si esita a definirlo apostolo. Nel 472 sui suoi luoghi nasce una chiesa a pianta basilicale. Altra sorgente dell’agiografia dell’alto medioevo è l’immagine del vescovo che nel nome di Cristo guida le pecorelle:  vedi la vicenda dei martiri della legione texana dalla gran fede, guidati dal re Sigismondo convertito dall’arianesimo.
Con la dissoluzione dell'impero romano emerge con forza l’immagine di questi defensor civitatis, tra cui mecenati e vescovi. Alle loro tombe molti giungono a pregare. Ogni città ha il suo confessore, la sua vergine e un corpo da venerare. Culto delle reliquie. Vedi la spada del conte Orlando, Durlindana, che ha nel pomo dorato un dente di S.Pietro; o al sangue di San Basilio, ecc. Le chiese cercano di procurarsi reliquie ad ogni costo. Ed audaci individui le derubano. I resti di S.Nicola di Mira, venerato in oriente, sono rubati da marinai di Bari nel 1087, e da qui il culto. Tali vicende genereranno dispute interminabili. Così la guida del pellegrino di Santiago si scaglia contro vari monaci che dicono di avere il corpo di s. egidio. Ma ai pellegrini poco importa. Il corpo dei santi è esibito e difeso, o spesso spostato. Poi ci sono corpi che nessuno riuscì a spostare.

di Dario Gemini
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