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Riorientamento del quadro della protezione sociale

Il quadro mal si presta a suggerire conclusioni nette e omogenee sui ruoli che il sistema di protezione sociale già oggi gioca o può comunque giocare in una prospettiva di garanzia di nuove forme di "sicurezza attiva" di fronte alle incertezze e ai rischi crescenti derivanti dalla flessibilizzazione dei modi di produrre, lavorare, vivere.
L'idea del riorientamento competitivo o produttivo degli istituti della solidarietà, che si rivolga in primo luogo a gli individui di pari chances di partecipazione al mercato del lavoro, alla stregua di quella che è stata chiamata "dell'egualitarismo dal lato dell'offerta", esprime una componente sicuramente importante del concetto di sicurezza attiva.
Gli inviti ripetutamente rivolti dalla stessa Comunità europea a spostare il centro della protezione contro la disoccupazione da misure passive di tutela del reddito a misure attive volte a promuovere il reinserimento nel mercato del lavoro, anche attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione del soggetto tutelato, si iscrivono a pieno titolo in questa prospettiva.
Il riorientamento del welfare verso una dimensione attiva e incentivante, aperta alla eterogeneità delle forme di lavoro e a bisogni sempre più diversificati e personalizzati, non può, tuttavia, pretendere di esaurire l'orizzonte della solidarietà.
L'attenzione all'eguaglianza delle opportunità di inclusione nel mercato del lavoro non deve significare rinuncia ad un minimo di eguaglianza dei risultati distributivi.
Ed in ogni caso, l'attenzione alla dimensione incentivante o attiva, delle politiche di welfare non può essere scambiata con la mera riduzione dei diritti e delle garanzie dei lavoratori, in una miope logica di workfare.
L'enfasi sulle politiche di attivazione non può mai ignorare l'importanza comunque fondamentale del sostegno della redistribuzione del reddito.
La solidarietà redistributiva, pur rinnovata negli strumenti e negli obiettivi, deve perciò restare un pilastro fondamentale del modello sociale europeo.
di Stefano Civitelli
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