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Titolo II, Parte II del Codice del consumo: obblighi di informazione

Nel Titolo II, il Capo I riguarda gli obblighi di informazione, il Capo II le indicazioni dei prodotti e il Capo III le particolari modalità di informazione.
Le informazioni, aventi ad oggetto essenzialmente sicurezza, composizione e qualità dei prodotti o servizi, devono essere espresse in modo chiaro e comprensibile.
Si individua il contenuto minimo delle informazioni da riportare sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti destinati al consumatore.
Tali indicazioni devono sussistere nel momento in cui i prodotti sono posti in vendita e ciò dimostra che per consumatore si deve qui intendere l’acquirente finale del bene, nonostante l’ampia nozione di consumatore.
La tutela dell’interesse è assicurata da un apparato sanzionatorio, che prevede sanzioni amministrative, ma diverso a seconda del tipo di contratto e di rapporto.
Nella violazione dell’obbligo di informazione in taluni casi si prevede il diritto di recesso, in altri la nullità, in molti altri ancora si tace sulla conseguenza (sicché si deve ricorrere alle norme del codice civile e alla disciplina generale del contratto).
Ove sono due le alternative ipotizzate: attribuire alle norme sulla informazione il carattere di precetti di ordine pubblico economico, con la conseguente nullità degli atti conclusi in loro violazione, o riconoscere in esse norme di comportamento che possono incidere non sulla struttura ma sulla responsabilità delle parti).
A ben vedere è possibile anche una terza e concorrente indicazione: gli obblighi di informazione possono integrare le norme che valutano contegni e con ciò arricchire ipotesi generali (dolo, errore) o speciali (normativa sulla concorrenza) di invalidità del contratto.

di Stefano Civitelli
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