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Strategie di internazionalizzazione delle imprese del prêt à porter di lusso italiane

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Bianchi Contatta »

Composta da 388 pagine.

 

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<br/><b>Capitolo 1</b> <br/> La creativit&agrave;<br/> <br/><b>1. L'OPERA D'ARTE COME MEZZO DI COMUNICAZIONE</b> <br/> 1.1. Lo stile nell'arte<br/> 1.2. L'industrializzazione dello stile<br/> 1.2.1. I beni utili: dalla produzione artigianale all'industria<br/> 1.2.2. I beni effimeri: dall'Artifex rinascimentale al Genio michelangiolesco<br/> 1.2.3. Da William Morris alla Bauhaus<br/> 1.2.4. I gruppi creativi in Europa: Thonet, Bloomsbury e la Wiener Werkst&auml;tte<br/> 1.3. Le imprese basate sulla creativit&agrave; artistica<br/> 1.3.1. La funzione creativa<br/> 1.3.2. La funzione imprenditoriale<br/> 1.3.3. Conclusioni intorno al processo di industrializzazione dello stile<br/> <br/><b>Capitolo 2</b> <br/> Il sistema moda: il settore del pr&ecirc;t &agrave; porter di lusso<br/> <br/><b>1. EVOLUZIONE STORICA DEL SETTORE</b> <br/> 1.1. Gli anni Sessanta: il passaggio dalla sartoria all'industria<br/> 1.2. La seconda met&agrave; degli anni Sessanta: la crisi dell'alta moda<br/> 1.3. Gli anni Settanta: la crisi della grande impresa e l'affermazione della piccola impresa industriale di origine artigianale<br/> 1.4. Le core competencies e l'affermazione dell'impresa industriale di origine artigianale<br/> 1.5. La seconda met&agrave; degli anni Settanta e l'affermazione degli stilisti<br/> <br/><b>2. L'UNIVERSO DEL LUSSO</b> <br/> <br/><b>3. BISOGNI E DESIDERI</b> <br/> 3.1. La gerarchia dei bisogni<br/> 3.2. Le determinanti dei bisogni<br/> 3.3. Estensione dei bisogni<br/> 3.3.1. Bisogni, desideri e consumo<br/> <br/><b>4. LE DETERMINANTI DEL CONSUMO</b> <br/> 4.1. Giustificazioni del consumo<br/> 4.2. Modifiche nel comportamento dei consumatori<br/> <br/><b>5. IL CAMPO DEL SIMBOLICO</b> <br/> 5.1. Ornamento e simbolica ancestrale<br/> 5.2. Ornamenti e simbolismo individuale<br/> 5.3. Ornamenti e simbolismo sociale<br/> 5.4. Simbolica: insieme di codici<br/> <br/><b>6. RUOLO E FUNZIONE DEGLI OGGETTI</b> <br/> 6.1. Ruolo degli oggetti<br/> 6.2. Significato degli oggetti<br/> 6.3. Il ruolo degli oggetti firmati: pezzi unici e serializzazione<br/> 6.4. Oggetti: espressione di desideri<br/> 6.5. L'oggetto di lusso<br/> 6.6. Le determinanti del consumo di beni di lusso<br/> 6.7. L'evoluzione del consumo dei beni di lusso<br/> 6.8. La ricerca del lusso<br/> 6.9. Caratteristiche del prodotto di lusso<br/> 6.9.1. Gradazioni del lusso<br/> <br/><b>7. L'INDUSTRIA DEL LUSSO: UNA PROPOSTA PER UNA DEFINIZIONE</b> <br/> <br/><b>8. LA PRIMA META' DEGLI ANNI OTTANTA E IL SUCCESSO INTERNAZIONALE DEL MADE IN ITALY</b> <br/> 8.1. La nascita e il consolidamento del Made in Italy: ragioni di un successo internazionale<br/> 8.1.1. L'evoluzione della mentalit&agrave;<br/> 8.1.2. Il look<br/> 8.1.3. La collaborazione con il mondo della cultura<br/> 8.2. La seconda met&agrave; degli anni Ottanta e il nuovo quadro macroeconomico<br/> 8.2.1. L'evoluzione delle mentalit&agrave;<br/> 8.2.2. Le conseguenze per i produttori italiani del settore<br/> <br/><b>9. GLI ANNI NOVANTA</b> <br/> 9.1. Una nuova identit&agrave;?<br/> 9.2. La dinamica del gioco competitivo: un'analisi schematica<br/> 9.2.1. I grandi accordi internazionali e la dinamica della concorrenza internazionale<br/> 9.2.2. Il mercato Unico Europeo e la prospettiva dell'evoluzione dei costi e dei prezzi<br/> 9.2.3. La crisi economica mondiale dei primi anni Novanta e le esportazioni italiane<br/> 9.2.4. La seconda met&agrave; degli anni Novanta: prospettive a medio termine<br/> 9.2.5. Le conseguenze per la moda italiana nei mercati internazionali<br/> 9.2.5.1. Vecchi e nuovi mercati<br/> 9.2.6. La critica agli stilisti e il cambiamento dei fattori critici di successo<br/> 9.2.6.1. I cambiamenti nelle abitudini di acquisto<br/> <br/><b>Capitolo 3</b> <br/> La catena del valore delle imprese di abbigliamento di lusso<br/> <br/><b>1. UNA DEFINIZIONE DI MAISON</b> <br/> <br/><b>2. IL FATTORE CRITICO DI SUCCESSO DELLE AZIENDE PRODUTTRICI DI ABBIGLIAMENTO DI LUSSO GRIFFATO</b> <br/> <br/><b>3. LA CATENA DEL VALORE E LE AZIENDE CHE COLLABORANO 'DALL'ESTERNO'</b> <br/> 3.1. Le aziende fornitrici di materie prime<br/> 3.2. Le aziende industriali produttrici di capi di abbigliamento<br/> 3.3. Le aziende di distribuzione del prodotto finito: le catene di distribuzione all'ingrosso e al dettaglio<br/> 3.4. Le aziende che si occupano delle strategie di comunicazione, del marketing, delle pubbliche relazioni<br/> <br/><b>4. LA CATENA DEL VALORE DI UNA MAISON: LA CENTRALITA' DEL PROCESSO CREATIVO</b> <br/> 4.1. La catena del valore di una linea di Alta Moda<br/> 4.2. La catena del Valore della linea di pr&ecirc;t &agrave; porter<br/> 4.3. Catena del valore delle terze e quarte linee: un accenno<br/> <br/><b>Capitolo 4</b> <br/> L'elemento chiave della catena del valore: la creazione<br/> <br/><b>1. IL PROCESSO DI CREAZIONE DELLA COLLEZIONE</b> <br/> 1.1. Le forme di creazione<br/> 1.2. Le componenti di una collezione<br/> 1.3. Il mix dei prodotti<br/> 1.4. La pianificazione della collezione<br/> <br/><b>2. GLI ATTORI DEL PROCESSO DI CREAZIONE DELLA COLLEZIONE</b> <br/> <br/><b>3. QUALE RUOLO PER LA CREATIVITA'NEL PRET A PORTER?</b> <br/> <br/><b>Capitolo 5</b> <br/> Il settore abbigliamento in Italia<br/> <br/><b>1. DEFINIZIONE DEL SISTEMA MODA</b> <br/> <br/><b>2. IL SETTORE DELL'ABBIGLIAMENTO IN ITALIA E NEI PRINCIPALI PAESI ESTERI</b> <br/> 2.1 Specificit&agrave; di settore e di paese<br/> 2.1.1 Labour Intensity e aesthetic intensity<br/> 2.1.2 Le innovazioni di processo<br/> 2.2 La struttura del settore in Italia<br/> L'internazionalizzazione del settore in Italia<br/> Le strategie cooperative<br/> Le strategie di crescita non cooperativa<br/> <br/><b>Capitolo 6</b> <br/> Il fattore critico di successo: la differenziazione<br/> <br/><b>1. LA DIFFERENZIAZIONE COME FATTORE CRITICO DI SUCCESSO</b> <br/> 1.1. La differenziazione di stile e di immagine: alcuni esempi<br/> 1.1.1. Krizia<br/> 1.1.2. Armani<br/> 1.1.3. Ferr&egrave;<br/> 1.1.4. Dolce & Gabbana<br/> 1.1.5. Valentino<br/> <br/><b>Capitolo 7</b> <br/> Il caso Gianni Versace S.p.A<br/> <br/><b>LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL GRUPPO VERSACE</b> <br/> Il gruppo Versace<br/> <br/><b>2. I NUMERI DEL GRUPPO</b> <br/> <br/><b>3. INQUADRAMENTO STORICO</b> <br/> 3.1. La nascita di un marchio di successo<br/> <br/><b>4. STRUTTURA DELL'AZIENDA</b> <br/> 4.1. Assetto istituzionale<br/> 4.2. Combinazioni economiche<br/> 4.3. La politica di prodotto<br/> 4.4. Assetto Tecnico: le immobilizzazioni<br/> <br/><b>Capitolo 8</b> <br/> La comunicazione e la nazione di provenienza come elementi chiave della differenziazione<br/> <br/><b>1. LA COMUNICAZIONE NELLE AZIENDE DEL SISTEMA MODA ITALIANO</b> <br/> 1.1. La segmentazione del mercato e il posizionamento del prodotto<br/> <br/><b>2. STRATEGIA DEL GRUPPO VERSACE</b> <br/> 2.1. L'atipicit&agrave; di una strategia vincente<br/> 2.1.1. La focalizzazione sul lungo periodo<br/> 2.1.2. L'autonomia<br/> 2.1.3. La qualit&agrave; e il rapporto qualit&agrave;-prezzo<br/> 2.1.4. La diversificazione dei mercati<br/> 2.1.5. L'immagine<br/> 2.1.6. La politica di prodotto<br/> 2.1.6.1. Le diverse linee produttive come risultato di una precisa segmentazione di mercato <br/> 2.1.6.1.1. Gianni Versace<br/> 2.1.6.1.2. Istante<br/> 2.1.6.1.3. Versus<br/> 2.1.6.1.4. Versace Jeans Couture<br/> 2.1.6.1.5. Atelier<br/> 2.1.6.1.6. Accessori<br/> <br/><b>3. OBIETTIVI E STRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE</b> <br/> 3.1. Il contenuto moda<br/> 3.2. Le aziende del Sistema Moda come investitori significativi in comunicazione<br/> 3.3. Le sfilate<br/> 3.3.1. Un esempio: il caso della Gianni Versace S.p.A<br/> 3.4. La comunicazione pubblicitaria delle seconde linee<br/> 3.5. La comunicazione pubblicitaria per le terze linee: un accenno<br/> 3.6. I limiti di sfilate, pubbliche relazioni e attivit&agrave; connesse<br/> 3.7. La comunicazione al trade e sul punto vendita<br/> 3.8. La pubblicit&agrave;<br/> 3.9. I grandi eventi<br/> 3.10. Le nuove forme di comunicazione: Internet<br/> 3.11. I risultati della ricerca empirica<br/> <br/><b>4. NAZIONE DI PROVENIENZA</b> <br/> <br/><b>Capitolo 9</b> <br/> Il modello di internazionalizzazione adottato dalla Gianni Versace S.p.A. e confronto con esempi ''minori''<br/> <br/><b>1. PREMESSA</b> <br/> <br/><b>2. IL MODELLO DI SVILUPPO DELL'ATTIVITA' ALL'ESTERO</b> <br/> 2.1. La scelta del vettore di crescita<br/> <br/><b>3. LA SELEZIONE DELLE MODALITA' DI INGRESSO NEL MERCATO ESTERO</b> <br/> 3.1. L'esportazione diretta<br/> 3.2. Il franchising<br/> <br/><b>Capitolo 10</b> <br/> L'andamento attuale e l'evoluzione futura dei modelli di impresa e di internazionalizzazione nel settore del pr&ecirc;t &agrave; porter di lusso<br/> <br/><b>1. I CAMBIAMENTI ECONOMICI E SOCIALI DEL CONSUMATORE</b> <br/> <br/><b>2. L'EVOLUZIONE IN ATTO NELLE IMPRESE</b> <br/> 2.1. La segmentazione: da grossolana a fine<br/> 2.2. Le conseguenze sulla strategia delle imprese<br/> 2.3. Le conseguenze sulle componenti della differenziazione<br/> 2.3.1. Le sfilate<br/> 2.3.2. Le politiche di comunicazione: gli investimenti pubblicitari<br/> 2.3.3. Gli effetti sulle politiche di commercializzazione: il punto vendita e il passaggio da una logica di esportazione a una logica di internazionalizzazione<br/> <br/><b>3. L'APERTURA DI NUOVE BOUTIQUE E LA TRASFORMAZIONE DI QUELLE ESISTENTI IN BOUTIQUE DI PROPRIETA'</b> <br/> <br/><b>4. LA NUOVA DIMENSIONE DELLE BOUTIQUE</b> <br/> <br/><b>5. LA RICERCA DI NUOVE ALLEANZE E DI NUOVI INVESTITORI: LA DIFFERENZA TRA LE MAISON ITALIANE E QUELLE FRANCESI</b> <br/> <br/><b>6. CONCLUSIONI</b> <br/>

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